Quattro chiacchiere con Charles Leclerc, tra kart, rivalità e Formula 1

Quattro chiacchiere con Charles Leclerc, tra kart, rivalità e Formula 1

Lo vedi scherzare nel paddock con i meccanici e ti sembra esattamente lo stesso di una decina di anni fa, quando da ragazzino dava filo da torcere a piloti più grandi di lui. Quando, tra vittorie, sorpassi e qualche litigata, poneva le basi del pilota che è oggi. Ovvero, uno dei due uomini al mondo che guidano una Ferrari di F1 nel Mondiale che tutti sognano di correre.

Questo è Charles Leclerc, ragazzo appassionato al kart come pochi, tanto da fondare un proprio marchio di telai e tornare in pista (con gli amici) appena riesce a organizzarsi un momento libero da impegni.
In una di queste giornate di test, al South Garda Karting, abbiamo avuto modo di effettuare una breve intervista con lui, ospitati dal bilico della Birel ART che, insieme al Leclerc By Lennox Racing Team hanno assistito Charles durante la due giorni di Lonato.
Invece che con le classiche domande, lo abbiamo stuzzicato mostrandogli delle immagini: ecco le sue risposte:

il post con cui Charles Leclerc annunciò la nascita del suo marchio di kart


“Quello del lancio del mio kart è stato un annuncio speciale, perché è stata la realizzazione di un sogno che avevo fin da bambino. Ho iniziato la mia carriera con il kart e ho sempre avuto in mente di fare qualcosa in prima persona in questo mondo, soprattutto per aiutare i piloti più giovani a raggiungere i livelli più alti.
Pensa: io, Max (Verstappen n.d.r.), Pierre (Gasly), Esteban (Ocon)… oggi ci ritroviamo in Formula 1, ma è con il kart che abbiamo iniziato tutti. E non era nemmeno troppo tempo fa.
Il fatto che abbia scritto che il kart è il mezzo con il quale ho imparato di più è perché penso che sia davvero così. Tutti i piloti imparano le basi con il kart: più che la guida in quanto tale, che è molto diversa rispetto alla Formula 1, si impara a lavorare con i meccanici e gli ingegneri, cosa fondamentale nel proseguimento della carriera. Personalmente, il mio metodo di lavoro è rimasto sempre lo stesso, dai tempi del kart in avanti.”

Il podio del Mondiale di Varennes nel 2013, ultima gara in kart di Leclerc. Arrivò 2° dietro Verstappen e davanti a Lennox-Lamb

“Non è che fossi molto felice dopo questa gara… Soprattutto in kart ero molto duro con me stesso, e quel risultato non era quello che volevo. Però, considerando come era andata la stagione e che quel weekend non eravamo certo i più forti in termini di velocità pura, non andò male.
Ora con Jordon abbiamo un team insieme e con Max… Beh, con Max è da quando abbiamo iniziato a fare gare internazionali che corriamo insieme. Ormai sono più di 10 anni. “

Quel giorno si vide il vero carattere di Charles, corretto ma duro, senza sconti per nessuno…


“Sicuramente sono cresciuto moltissimo rispetto ai tempi del kart. Però è vero, sono sempre stato uno tosto, in pista. L’unica cosa che ho sempre avuto in mente, quando corro, è vincere! Per dire, mi ricordo che il sabato prima della gara con Ben (Hanley, suo compagno di squadra n.d.r.) avevamo litigato parecchio per via di un incidente. Per fortuna, oggi, tutto diventa un bel ricordo, e anche con Ben, quando riusciamo a vederci, è tutto a posto, ed è bello sia così.”

“Non penso che i soldi e la notorietà mi abbiano cambiato. Alla fine, rimango la persona che sono sempre stata. Anche per questo mi piace organizzare delle giornate in kart, perché cerco la semplicità, la genuinità delle persone che mi hanno conosciuto molto prima che arrivassi in F1. Poi, è chiaro, vedere tanti tifosi che ti salutano e ti guardano fa sempre piacere, e la differenza anche solo rispetto a 5 – 6 anni fa la percepisco. Però non penso che tutto questo mi abbia cambiato.”