Niko Tremolada: quando la passione per il kart non conosce limiti

Niko Tremolada: quando la passione per il kart non conosce limiti

Tutti i kartisti, anche senza bisogno di dirselo, sanno che ciò che li unisce, in qualsiasi parte del mondo, è quella viscerale sensazione di libertà che si prova quando si sfreccia in pista. Una libertà spesso ottenuta attraverso molti sacrifici e nutrita con dedizione prendendosi cura del proprio mezzo.

Poi, però, ci sono alcuni kartisti per i quali quella libertà vale ancora di più. Qualcuno, per esempio, come Niccolò Niko Tremolada, un ragazzo di 27 anni residente in provincia di Milano che di difficoltà ne ha dovute affrontare molte più della media e il cui percorso per arrivare a sfrecciare con un kart nasconde racconti e insegnamenti che vale la pena raccontare.

-Niko, intanto, come hai passato questa quarantena?

Con il kart al mio fianco! Non lo lascio mai in pista e, così, l’avevo a portata di mano per fare alcuni lavoretti che rimandavo ormai da un po’. La marmitta, per dire, era parecchio arrugginita e l’ho lustrata a nuovo. Ma la verità è che ormai non riesco più a trattenere la voglia di tornare in pista.”

-Qualcuno, magari, già la conoscerà, ma ti va di raccontare per tutti la tua ‘storia d’amore’ con il kart?

Premesso che, in realtà, i motori io li ho sempre amati, si può dire che tutto è cominciato nove anni fa, quando un incidente in moto mi ha purtroppo costretto in sedia a rotelle. Ho dovuto reagire a questa situazione e, grazie all’aiuto della mia famiglia e dei miei amici ho iniziato a frequentare la pista Top Fuel di Vignate. Inizialmente era un passatempo normalissimo, ma, vedendo anche la facilità con cui andavo forte, con il tempo ho iniziato a realizzare che, forse, sarei potuto tornare a praticare uno sport motoristico pur nelle mie condizioni.

Nel 2017 ho espresso ai miei genitori il desiderio di avere un kart tutto mio, anche se non avevo le idee ben chiare su come fare. Così ho telefonato in Birel ART dove, con grande disponibilità, mi hanno spiegato di rivolgermi normalmente a un rivenditore, il quale avrebbe allegato all’ordine le mie esigenze. E così è stato!”

-Ti ricordi la prima volta in pista con il tuo nuovo kart?

È stato a dir poco incredibile: mi ha dato la forza di lasciarmi ancor più alle spalle quello che mi era successo. Ma è stata dura per le mie braccia! Ho battezzato il kart al Kartodromo Orobico di Curno, ma poi ho girato anche a Rozzano, Ottobiano, Castelletto, Borgo Ticino. In poco tempo ho fatto una vera full-immersion: d’altronde, per me, una giornata in pista non comporta lungaggini particolari rispetto a un normodotato e non ho incontrato alcun tipo di “barriera”.
Però non mi sono accontentato. La voglia di prendere parte a delle gare era sempre più forte, così, finalmente, sono riuscito a centrare l’obiettivo l’anno scorso alla Queen Cup di Corridonia, dove dopo un gran weekend mi sono qualificato secondo. È tato fantastico, considerato che era la mia prima competizione ufficiale UPN (Unione Piste Nazionale n.d.r.) per piloti con disabilità.

-Già così la storia è bellissima e dimostra quanto la determinazione e la forza di volontà possano trasformare il kart in un alleato prezioso per la vita di un ragazzo. Ma Niccolò è uno che va veloce anche con i pensieri e, raggiunto un obiettivo, già guarda verso il prossimo traguardo: quello di aiutare altri ragazzi come lui a togliersi le stesse soddisfazioni. Per questo motivo ha fondato l’associazione Wheelchair Karting

Questo è qualcosa di cui sono veramente orgoglioso! Con questa associazione sto raccogliendo fondi per organizzare giornate in pista per appassionati con disabilità, mettendo a disposizione dei mezzi appositamente realizzati, sempre grazie ai fondi raccolti. Lo faccio perché so che ci sono tanti nella mia stessa situazione, e perché so l’emozione che si prova nel dimenticare la propria condizione grazie a una passione.

“Devo dire che in questo periodo di pausa dalle gare il mio progetto ha avuto davvero un’ottima risonanza! Questo anche grazie a tutti coloro che mi supportano continuamente, tra i quali voglio ringraziare Bengio, AiM, Prisma e VEGA, che mi hanno dato la loro disponibilità per equipaggiare il kart una volta che sarà pronto.

Se tutto andrà secondo i piani, sono sicuro che regalerò un’esperienza indimenticabile a tanti ragazzi e ragazze a cui, nel frattempo, dico di non scoraggiarsi. Crederci sempre, arrendersi mai!

Per chi volesse informazioni o contribuire al progetto Wheelchair Karting, può mettersi in contatto con l’associazione attraverso le pagine ufficiali Facebook e Instagram o scrivere a wheelchairkarting.A.S.D@gmail.com