Edgardo Rossi: smettere da Campione del Mondo

…A un certo punto, passando davanti ai dirigenti della squadra italiana, urlai che se non lo toglievano di mezzo loro, avrei buttato fuori tutti quanti…

Il mondiale del 1967 si correva su 3 prove. La prima era a Vevey, nella “mia” Svizzera, e le cose non iniziarono nel migliore dei modi: in finale mi si ruppe il supporto del sedile.
Dovevo cercare di stare sollevato per alleggerire il peso e anche perché, sfregando, il sedile si scaldava e… mi bruciava il sedere! Non è bello da dire, ma è così.
La seconda prova era a Düsseldorf, in Germania: vinsi le prime due manche e in finale partii bene.
Peccato che Massimo Nava, inserito nella squadra italiana solamente per fare ostruzionismo (non lo dico io, è una cosa risaputa), mi fece perdere un sacco di tempo rallentandomi, tanto che a un certo punto, passando davanti ai dirigenti della squadra italiana, urlai che se non lo toglievano di mezzo loro, avrei buttato fuori tutti quanti…
Il giro dopo lo fermarono e io ripresi a “tirare” per cercare di riguadagnare terreno.
Risultato: grippai leggermente il motore. Entrai ai box ma mio papà mi convinse a continuare.
Tornai in pista, coprendo il carburatore con la mano per ingrassare più che potevo la miscela e riuscii ad arrivare terzo.
Così all’ultima prova, a Montecarlo, eravamo in 5 a giocarci il titolo…