RIEVOCAZIONI KART STORICI: MEZZI E STORIE D’ALTRI TEMPI

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C’era una volta in kart... Potrebbe iniziare così il racconto di un’avventura diversa: in pista, aggirandosi tra kart storici e uomini che hanno scritto la leggenda di questo sport. Ascoltando storie antiche, ma ancora capaci di entusiasmare
IL LUOGO

Le foto sono di una rievocazione in quel di Lonato, pista South Garda. Ma non c’è un luogo preciso dove recarsi: bisogna “inseguire” gli eventi a seconda di dove vengono organizzati.

IL MOTIVO

Perché per capire il presente bisogna sempre conoscere il passato. E perché le radici del karting sono racchiuse in quei pochi, essenziali, tubi saldati insieme.

COSA CI GUADAGNI

Un tuffo nella storia del kart. Un “pieno” di racconti d’altri tempi e, soprattutto, la visione di mezzi eccezionali.

COS’HAI DA PERDERE

Potresti appassionarti ai kart storici e voler diventare anche tu un collezionista. Probabilmente non il passatempo più economico del mondo; di sicuro non il più facile se non sai dove mettere le mani.

La giornata non era delle migliori: tempo incerto e nebbia bassa, ma sulla pista di Lonato tutto era apparecchiato per un evento eccezionale, di quelli che non capitano spesso e che, se finisci per cedere alla pigrizia di non uscire di casa, rischi di rimpiangere a lungo. L’evento, in sé, risale a qualche tempo fa, ma i ricordi sono fissati nella memoria come fossero accaduti ieri, e i kart visti, così come le storie ascoltate, sono valide in eterno. Perché quando i “pionieri” del kart tornano in pista, con i loro mezzi carichi di storia, le sensazioni che si provano sono le stesse, ovunque e in qualunque momento ci si trovi a viverle. Sono sensazioni nella quali malinconia e gioia di rivedersi si mischiano insieme; sensazioni da vivere con gli occhi spalancati, cercando di riconoscere un telaio, indovinare una Casa costruttrice, ipotizzare un anno di fabbricazione. Intanto, con le orecchie ben aperte, si ascoltano le storie di chi quel mezzo lo ha usato davvero, per correre, magari vincere e, sicuramente, dare il suo personale contributo alla passione collettiva che è arrivata fino ai giorni nostri.

Qualche nome delle persone incontrate è noto a tutti, altri suonano sconosciuti. Allo stesso modo, alcuni ricordi paiono confermati dalla storia, altri non sembrano coincidere del tutto con quanto sostengono le analisi degli storici più esperti... Ma, in fondo, alla fine, poco importa. L’importante è provare a raccontare quello che si è visto e sentito, accostando alle emozioni “in presa diretta”, anche le riflessioni di qualche esperto che il kart lo conosce molto bene e può aggiungere altri aneddoti e informazioni interessanti.

IL KART DI KORTE RINK
Telaio: Aucas Kart
Motore: Stihl
Anno: 1962

Nome del pilota, così come del telaio, non dicono un granché, e sulla data dichiarata (1962) sorge qualche dubbio. Lo rivela Riccardo Perrone, storico giornalista di motorsport, grande appassionato di kart, autore del libro Birel: 40 anni di storia e tecnica del kart: “Secondo me questo telaio è di prima degli Anni ‘60. Innanzitutto le gomme sono scolpite, a parte, forse, quella anteriore sinistra, coperta di polvere: sono le gomme che si usavano nei primissimi tempi, ovvero, quelle dei carrelli industriali.

Il sedile è in fibra di vetro, non imbottito e rialzato, in barba a qualsiasi teoria che vuole il sedile il più vicino possibile a terra. Inoltre, il piantone dello sterzo è sostenuto da due tubi che si agganciano ai lati del telaio e non, come è prassi a partire dai primi telai degli Anni ‘60, alla traversa anteriore. Lungo tutto il lato si vede anche quello che io penso sia un silenziatore, ma sicuramente è stato montato dopo; all’epoca i motori facevano un rumore incredibile”.

Argomentazioni più che valide, sul versante prettamente storico – tecnico, ma che nulla tolgono al fascino di un kart che, nell’ideale libro della storia del kart, si colloca nelle primissime, mitiche, pagine.