Scegli la lingua.
Tkart magazine

Tecnica | La differenza tra motore 2 tempi e 4 tempi per il kart

go down go up

DIFFERENZE TRA MOTORE 2T E 4T PER IL KART

Due motori. Due metodi di funzionamento. Due filosofie. Nel karting, “regno” dei 2 tempi, il dibattito ogni tanto riemerge: quali i vantaggi di questo tipo di motore? Quali le ragioni della scelta? Perché i 4T non hanno avuto fortuna nel settore? Proviamo a rispondere a tutte le domande, iniziando dall’analisi delle caratteristiche meccaniche e prestazionali, per arrivare ai possibili scenari futuri

Leggi tutto

Il motore a scoppio nacque circa 160 anni fa. Il primo brevetto fu di due fisici italiani: Eugenio Barsanti e Felice Matteucci che, utilizzando un cilindro di ghisa munito di stantuffi e valvole, intuirono che i gas prodotti dalla combustione generavano un vuoto che riportava il pistone in posizione. Era il 1853.
Fu, però, il tedesco Nikolaus Otto, una decina di anni più tardi, il primo a realizzare un motore funzionante davvero affidabile, ponendo le basi del suo sviluppo industriale. Non per nulla, ancora oggi, “ciclo otto” definisce il funzionamento base dei motori a scoppio a combustione interna.
Il successo fu immediato e, sulla scia di una strada ormai aperta, non ci volle molto perché facesse la sua comparsa anche il motore due tempi. L’invenzione, questa volta, la si deve a un inglese: l’ingegnere chimico Dugald Clerk. Era l’anno 1879 (anche se il

brevetto arrivò solo nel 1881).
Allora come oggi, la principale differenza tra i due motori tradizionali a pistoni (detti a ciclo alternativo con sistema biella – manovella), è che il motore 2 tempi esegue tutte le fasi del ciclo in una rotazione dell’albero motore, il motore 4 tempi utilizza due rotazioni. Ogni “tempo” è inteso come una corsa del pistone, cioè mezzo giro dell’albero motore.
L’unica fase utile di un motore è l’espansione dei gas di combustione, ovvero ciò che genera la potenza. Considerando la frequenza ciclica, che nel 2T è doppia rispetto a quella di un motore 4T, teoricamente si potrebbe pensare che, a parità di cilindrata, il primo generi sempre il doppio della potenza rispetto al secondo. Vedremo in seguito che non è sempre così, a causa di alcune limitazioni dei singoli rendimenti.

I motori più efficienti sono quelli delle grandi navi: enormi propulsori diesel 2T (pistoni con alesaggi anche superiori al metro), solitamente senza carter pompa, sostituito da compressore esterno. Il loro rendimento in certi casi arriva fino al 50%

Un esempio degli enormi motori utilizzati nelle navi

Leggi tutto
FASI A CONFRONTO COMPONENTI A CONFRONTO FORMULE
FASI A CONFRONTO
COMPONENTI A CONFRONTO
FORMULE

In un motore a 2 tempi l’aspirazione può essere gestita in diversi modi: da collettore e travaso posto sul cilindro (soluzione con minor potenza); direttamente sul carter venendo regolata dal pacco lamellare; oppure dal disco rotante comandato dalla rotazione dell’albero motore. Quest’ultima soluzione può dare maggior potenza e maggior spinta agli alti regimi, ma, in realtà, il notevole sviluppo avvenuto nei motori lamellari ha portato questo tipo di motore a essere il miglior compromesso (motivo per cui, nel kart, i motori “valvolari” sono ormai superati).

Nei motori 4 tempi, invece, l’aspirazione e lo scarico sono regolati dal sistema con valvole di distribuzione.
Senza entrare troppo nello specifico della progettazione di un motore, in questa sede possiamo dire che in fase di progettazione viene calcolato e disegnato il ciclo teorico, poi, nella fase di sviluppo, viene misurato il ciclo reale.

La comparazione dei due cicli dimostra evidenti differenze, prima tra tutte delle grosse perdite di potenza non contemplate nel ciclo teorico. Sostanzialmente, si può dedurre che il rendimento massimo di un motore a benzina tradizionale risulta essere intorno a circa il 30% del suo rendimento “teorico”.
Principale causa della grossa differenza è l’energia calorifica che viene dispersa dall’impianto di

raffreddamento e dall’espulsione dei gas. Nella pratica, il bilancio energetico di un motore è uguale alla somma di tutti i singoli rendimenti del motore stesso. Principalmente: il rendimento termico, il rendimento volumetrico e il rendimento meccanico.

Il rendimento termico è la quantità di calore che si trasforma realmente in lavoro rispetto al calore totale generato dalla combustione.
Il rendimento volumetrico è la capacità del motore di “respirare bene”, ovvero il rapporto tra l’aria che il motore riesce effettivamente ad aspirare rispetto a quella che potrebbe contenere il cilindro.
Il rendimento meccanico è il rapporto tra il lavoro utile fornito dal motore rispetto a quello teorico che si potrebbe ottenere in assenza totale di attriti.

IL BILANCIO ENERGETICO GLOBALE DI UN MOTORE È UGUALE ALLA SOMMA DEI SUOI SINGOLI RENDIMENTI: TERMICO, VOLUMETRICO E MECCANICO

Qualche esempio di motori a 2 tempi per il kart

Leggi tutto
Continua a leggere il tuo articolo

Non perdere tempo: registrati ora per un free tour di 24 ore. Articoli illimitati.

Inizia il tuo free tour di 24 ore
Non è richiesta la carta di credito
o
Salta il free tour e diventa un membro di TKART Magazine.
  • Continui aggiornamenti
  • Contenuti interattivi (360°, Video, Gallery, ecc)
  • 15 rubriche
  • Più di 500 articoli approfonditi
  • Accesso a tutto l’archivio
  • Disponibile in italiano, inglese e spagnolo
  • Accesso da desktop e mobile
Abbonati