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Tecnica | Le cose da sapere sui tubi dei telai per il kart

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LE COSE DA SAPERE SUI TUBI DEI TELAI PER IL KART

La base di ogni kart vincente è nel suo telaio: una scocca di tubi d’acciaio saldati insieme secondo un disegno ben preciso. All’apparenza è il massimo della semplicità, in realtà nasconde un mondo di tecnologie e conoscenze su materiali, forme, caratteristiche meccaniche, trattamenti e saldature

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Tra i tanti mezzi dell’universo del motorsport, il kart è forse quello dall’animo originariamente più “racing”: è semplice, leggero, ha un ottimo rapporto peso/potenza ed è capace di accelerazioni laterali in curva superiori a quelle delle più costose supercar. Inoltre, grazie alle prestazioni elevate unite a costi contenuti, ha la peculiare caratteristica di attrarre tanto i professionisti e chi sogna una carriera al volante, quanto i semplici appassionati che vogliono divertirsi.
Base fondamentale di questo mezzo così particolare è il telaio, formato da tubi d’acciaio saldati insieme e privo di sospensioni. All’apparenza si tratta di un oggetto costruttivamente molto semplice, ma, in realtà, realizzare un telaio presuppone notevoli conoscenze tecniche (scelta di forme, geometrie, spessori…) e dei materiali (elasticità, resistenza, trattamenti…).
Per realizzare un telaio vincente, i principali costruttori ricorrono a simulazioni computerizzate al “FEM” (metodo elementi finiti) e a specifici software dedicati; ma, soprattutto, dedicano un

numero incredibile di ore ai test in pista, alla raccolta dei dati e alla loro analisi, modificando, in base a questi, i progetti finali.
Proprio perché sprovvisto di sospensioni, il telaio del kart deve essere pensato per assorbire nel migliore dei modi i “difetti” della pista. Inoltre, considerando l’assenza del differenziale, vietato dal regolamento, e la presenza di un assale rigido, dev’essere in grado di “liberarsi” e scorrere nel migliore dei modi, specie in percorrenza di curva, dove bisogna evitare che il motore scenda a regimi di bassa coppia. Il telaio di un kart, dunque, svolge la funzione di un ammortizzatore, lavorando sia a torsione sia a flessione.
Negli ultimi decenni la forma geometrica dei telai dei kart è rimasta praticamente invariata, segno del raggiungimento di una sostanziale ottimizzazione. A variare ed evolversi continuamente sono i materiali, gli spessori e i trattamenti a cui i tubi del telaio possano essere sottoposti, così come la precisione e la qualità delle saldatura. Il tutto, venendo studiato in relazione al tipo di pneumatici impiegato.

Data la mancanza di sospensioni, nel kart è il telaio che deve saper assorbire nel migliore dei modi i “difetti” della pista
GEOMETRIE

Il disegno di una scocca degli Anni ’90 (Birel serie R) a confronto con una scocca dal disegno “standard” di ultima omologazione

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SEZIONI TORSIONE FLESSIONE TRAFILATURA
SEZIONI
TORSIONE
FLESSIONE
TRAFILATURA

I tubi, naturalmente, possono avere varie sezioni: tonda, quadra, rettangolare, ovale… Tuttavia, per le scocche dei kart si usano unicamente tubi tondi a sezione cava, il cui momento d’inerzia è uguale su entrambi gli assi orizzontale e verticale. Ciò agevola e semplifica le varie regolazioni in relazione alle diverse condizioni e caratteristiche delle piste. L’obiettivo, infatti, non è solo quello di disegnare un telaio che sia prestazionale, ma che sia anche semplice da capire e che risponda in modo corretto alle regolazioni. Un telaio con tubi a sezione ovale, per esempio, si comporterebbe in modo totalmente diverso a seconda del verso in cui viene saldata la sezione, oltre al fatto che gestire la congiunzioni tra i vari tubi e le saldature risulterebbe più complicato in fase di costruzione.

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