TONY KART RACER 401S: TECNOLOGIA ALLA PORTATA DI TUTTI

CIK-FIA 2014-2020

OMOLOGA
La prima omologa del Tony Kart Racer risale al 2008. Rinnovata, poi, nel 2014, è valida fino al 2020

OK - OKJ

CONFIGURAZIONE
Il telaio è adatto sia per l’utilizzo con i motori monomarcia, sia a marce. Quello analizzato (e fotografato) nell’articolo è in versione monomarcia

30

DIAMETRO TUBI
In genere si usano tubi da 30 e 32 mm. O tutti uguali, o mischiandoli. Il Racer 401S ha tutti i tubi di diametro 30 mm

ROBOTIZZATE

SALDATURA
Due le “scuole di pensiero”: a mano o robotizzata. OTK salda con i robot

MAGNESIO

ACCESSORI
Accessori in magnesio per il telaio del gruppo OTK

Saldature robotizzate; tagliatubi 3D laser e accoppiamento tubi controllato, accessori forgiati e ricavati dal pieno; controllo qualità in ogni particolare, utilizzo di un’altissima tecnologia... Sono queste le basi da cui nasce il Tony Kart Racer 401S, sviluppato grazie all’esperienza accumulata sui maggiori circuiti di tutto il mondo e nella lunga storia della casa costruttrice italiana

Il Tony Kart Racer 401 S rappresenta l’ultima evoluzione del plurivittorioso modello Racer. Pur non essendo un prodotto di nuova omologa (scadrà nel 2020), il telaio è continuamente aggiornato e ottimizzato, in un costante lavoro di ricerca e sviluppo. L’obbietto principale dei tecnici Tony Kart per il Racer è stato quello di puntare sulla massima leggerezza possibile del telaio e, nello stesso tempo, ottimizzare la distribuzione dei pesi, lavorando sugli accessori, affinando le lavorazioni e utilizzando materiali di alta qualità che consentono di mantenere alte le caratteristiche meccaniche con un dimensionamento minore.

Il telaio è composto da tubi di diametro 30 mm saldati tramite robot. La saldatura automatizzata è un processo su cui OTK investe molto, e che consente di alzare, e mantenere inalterato, il livello qualitativo per tutti i telai prodotti dall’azienda con base a Prevalle (BS). In ogni telaio dell'azienda, la fase di saldatura è seguita da altri particolari processi, come la micropallinatura con sfere di acciaio, che non servono a variare le proprietà meccaniche del materiale, ma vengono eseguiti per distendere le saldature del telaio.

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    I supporti pedali consentono una regolazione veloce. Interessante la saldatura del collegamento supporto sul tubo principale, a sottolineare come in Tony Kart abbiano cercato di diminuire al massimo le parti saldate, anche lavorando con tubi secondari di piccolo diametro

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    Gusci porta cuscinetti assale forgiati. È possibile montare come optional la flangia disassata per diminuire, o aumentare, il passo del telaio di 5 o 10 mm

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    Le saldature delle parti secondarie del telaio sono state tenute il più vicino possibile al piano zero del telaio. La scelta di tenere tutto basso va a diminuire la possibilità di errori, anche minimi, che si possono creare quando si saldano parti che si sviluppano in altezza

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    Due le barre removibile che si possono installare sul Racer 401S, una anteriore e una posteriore. Come setup di base la casa consiglia di montare solo quella all’anteriore

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    Pompa freno monoblocco a doppio pompante diretto, sia per classi OK, sia per KZ. Una soluzione che aumenta la sicurezza in caso di guasti garantendo, comunque, la frenata

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    Anche tutte le altre parti del kart, quali castelli cuscinetti assale, triangoli supporto piantone sterzo, che possono sembrare secondarie, sono in realtà frutto di studi approfonditi.
    Tra la versione monomarcia del Tony Kart 401S, analizzata in questo articolo, e quella KZ, c’è una differenza nell’altezza dello scatolato cuscinetti assale, che è più alto sul telaio destinato alle classi con il cambio. Ciò consente di fissare 6 viti, aumentando la trazione del kart. Viceversa, se si necessita di più grip in ingresso curva, si possono togliere una o due viti, diminuendo in questo modo la rigidità posteriore.
    Precisa e dettagliata anche la procedura con la quale vengono realizzate le C del fusello partendo da un foglio tagliato al laser: creato il preforo perno, vengono stampate e successivamente lavorate a CNC. Questa lavorazione avviene in un unico passaggio per garantire la perfetta coassialità del pezzo. Successivamente, vengono fatti i forellini M3 per le regolazioni delle geometrie.