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Kr1, il nuovo telaio di dino chiesa per le categorie shifter0%

KR1, IL NUOVO TELAIO DI DINO CHIESA PER LE CLASSI KZ








CIK-FIA 2018 - 2020

OMOLOGA
L’omologa del KR1 è del 2018, scade nel 2020. È valida per tutte le categorie

KZ

CONFIGURAZIONE
Il telaio è studiato in particolare per i motori a marce, ma può essere utilizzato anche con i motori monomarcia. Nelle foto è in versione KZ

32

DIAMETRO TUBI
In genere si usano tubi da 30 e 32 mm. O tutti uguali, o mischiandoli. L’KR1 ha tutti i tubi da 32

ROBOT

SALDATURE
Due le “scuole di pensiero”: a mano o robotizzata. I telai Kart Republic sono realizzati da Breda Racing tramite robot

MAGNESIO

ACCESSORI
Accessori in magnesio di serie per i telai Kart Republic, non esiste l’alluminio

Tra le novità più rilevanti della sessione di omologa 2018, senza dubbio spiccano i telai Kart Republic, il nuovo brand fondato da Dino Chiesa. Il tecnico e talent scout italiano è tra gli uomini più rappresentativi del karting, sia per i titoli vinti sia per aver diretto ai tempi del kart alcuni dei più forti piloti degli ultimi anni (Lewis Hamilton e Nico Rosberg i nomi più noti): inevitabile che la sua nuova avventura sportiva e professionale susciti interesse.

I telai KR omologati sono 3 e seguono linee guida comuni che puntano su peso ridotto e soluzioni tecniche che semplifichino le regolazioni del setup. KR1 è il modello studiato per le categorie shifter, sebbene la sua omologa sia valida per tutte le classi. La scocca, nata dall’esperienza maturata da Dino Chiesa con i brand Zanardi e CRG, è realizzata dalla Breda Racing e sfrutta un processo di saldatura tramite robot. I tubi hanno tutti diametro 32 mm, misura tipica di una categoria come la KZ che necessita di maggiore rigidità, grip e nella quale il peso è superiore. Il colore del telaio è il grigio cromo, già adottato da Chiesa ai tempi dei kart Zanardi.
Il disegno del telaio è classico, anche se non mancano soluzioni studiate per ottimizzare le prestazioni con i motori a marce. Per esempio, i longheroni inclinati verso l’interno all’altezza del serbatoio spostano il punto di torsione verso l’anteriore e, sul versante pratico, garantiscono un maggiore inserimento in curva, fattore importante per lo stile di guida richiesto dalle categorie shifter. Al posteriore, da segnalare la posizione piuttosto arretrata della traversa, utile per fornire al telaio maggiore grip e trazione in uscita di curva.

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    I pedali sono in alluminio ricavati dal pieno. Hanno la possibilità di regolare l’asta del freno o il cavo acceleratore su tre posizioni

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    Nel telaio sono stati inseriti dei passaggi per i tubi benzina che aiutano a tenere ordinata la zona

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    Il supporto silenziatore è ricavato dall’alluminio e opportunamente svuotato per alleggerirlo

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    Il supporto leva del cambio ha tre fori di regolazione, per trovare la migliore posizione a seconda delle preferenze del pilota

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    L’attacco del piantone dello sterzo e il supporto pompa freno sono degli scatolati: soluzione che aumenta la rigidità e diminuisce il peso. Proprio la questione peso è centrale nel progetto del nuovo KR1: l’estrema ricerca di alleggerimento ha riguardato ogni particolare del telaio e degli accessori e ha portato a guadagnare 2,5 – 3 Kg rispetto al telaio Zanardi, usato per 12 anni dal precedente team di Dino Chiesa Chiesa Corse.
    I pedali sono ricavati dal pieno dall’alluminio e caratterizzati da un’attenta opera di svuotamento che li alleggerisce senza intaccare robustezza e sicurezza. È possibile regolare l’asta freno o il cavo acceleratore su tre posizioni. Anche il poggiapiedi è in alluminio e sfrutta i 9 fori presenti sul supporto scatolato del piantone per regolare la posizione di guida.
    All’anteriore spicca il pianale in resina. Sottilinea Dino Chiesa: “Il pianale in resina fa parte del DNA di Kart Republic. Tutti i nostri telai, KR1, KR2, KR3 e Minikart ne sono dotati di serie!”. I vantaggi sono diversi, a cominciare dal peso inferiore di circa 700 – 800 gr rispetto all’alluminio. Anche la flessibilità è maggiore e varia in base allo spessore e al diverso intreccio dei vari filamenti di resina. Inoltre, il pianale in resina è meno delicato e non si riga nella parte inferiore quando il kart passa sopra i cordoli.
    Interessante la posizione molto arretrata del serbatoio, che sposta il peso al centro del telaio, migliorando il baricentro del kart.

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