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Birel cq32, il kart che ha dominato la formula c nel 20000%

BIREL CQ32, IL KART CAMPIONE FORMULA C 2000











CIK-FIA 2000 – 2002

OMOLOGA
Il telaio CQ32 risale al 2000. La sua omologa è stata poi estesa per altri 6 anni dal 2003 al 2008

125 cc

CONFIGURAZIONE
Il telaio era omologato per le classi ICAJ – ICA – ICC – SICC – ICE, ma la sua principale destinazione erano le classi 125 cc a marce.

30-32

DIAMETRO TUBI
Oggi come nel 2000 per i telai si usavano, in genere, tubi da 30 e 32 mm. O tutti uguali, oppure, come nel caso del CQ32, mischiandoli

MANUALE

SALDATURE
Nel 2000 in Birel si saldava ancora in maniera manuale (oggi vengono usati i robot)

MAGNESIO

ACCESSORI
L’allestimento “Motorsport” era caratterizzato da componenti in magnesio

Tra la fine degli Anni ’90 e gli inizi dei 2000 la cetegoria di kart a marce Formula C è stata dominata dal binomio Birel / TM Racing (che ha proseguito a vincere con l’avvento della successiva Super ICC). Analizziamo il telaio Birel CQ32, vincitore del mondiale Formula C il 24 Settembre 2000 a Mariembourg (BEL) con Gianluca Beggio.

Il CQ32 è un modello che fa parte della serie Q di casa Birel. La prima omologa risale al triennio 2000-2002, ed è stata successivamente estesa per altri 6 anni dal 2003 al 2008.
La struttura della scocca è diversa da quelle di oggi, ma anche dagli altri telai Birel dell’epoca: prende, infatti, l’avantreno dei telai della serie R e il posteriore della serie Q. La parte anteriore è simile ai telai odierni, mentre il posteriore, formato dai longheroni curvi, è sicuramente poco convenzionale e richiama uno dei progetti più innovativi della Birel: il Torsion. Questo fu il primo telaio della casa di Lissone totalmente progettato al computer, con uno studio particolarmente dettagliato sulle sollecitazioni a cui un telaio è sottoposto durante l’utilizzo in pista. Nel Torsion i due longheroni si stringevano fino quasi a toccarsi nella zona tra il serbatoio e il piantone dello sterzo.
Nel CQ32 il discorso si fa meno estremizzato, anche perché il telaio necessitava di maggiore rigidità essendo destinato alle categorie a marce, dove la potenza da erogare a terra è maggiore e brutale, soprattutto in quegli anni con i propulsori ad aspirazione a valvola rotante.

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    Il volante della Freeline realizzato per Beggio: si può notare l’incisione con il nome del pilota italiano

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    Il paraurti posteriore con il supporto silenziatore integrato

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    L’inclinazione del volante era standard: fino ai primi Anni 2000 il pilota si adattava al kart e non viceversa.

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    La cura nei dettagli è visibile anche nei pedali forgiati con marchio FreeLine in rilievo

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    Il filtro incassato nella carena destra era la normalità con i motori ad aspirazione a valvola

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    L’unione tra il progetto R (anteriore) e Q (posteriore) ha permesso di creare dei triangoli chiusi con l’incontro tra i longheroni e la traversa centrale: una soluzione che non solo aumentava la rigidità della zona centrale, ma permetteva anche di gestire in modo separato la torsione dell’avantreno da del retrotreno. All’anteriore c’era la possibilità di inserire la barra di rigidità, necessaria per variare il setup a seconda del grip, al posteriore invece, si poteva montare lo “stabilizzatore a coltello”, una barra a sezione piatta che serviva ad aumentare ulteriormente la rigidità e modificare il comportamento del kart.
    I tubi del Q32, dal nome stesso del telaio, hanno tutti diametro 32 mm, ad eccezione dei longheroni anteriori da 30mm che partono all’altezza delle C fusello e arrivano alla traversa centrale.

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