QUANDO UN KART STORICO INCONTRA IL TUNING

Non è raro, girando per i kartodromi, imbattersi in qualche amatore che sfreccia su un kart d’epoca rimesso a nuovo. Più raro è che quel kart, nato negli Anni ’80, sia modificato e personalizzato trasformandolo in un mezzo “tuning – storico” tutto da scoprire

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L’occasione di questo incontro inaspettato è stata una tappa del Campionato Europeo CIK-FIA di KZ e KZ2 di qualche tempo fa. La pista era quella di Wackersdorf, in Germania, e, insieme ai kart dei maggiori team del circuito, il weekend è stato animato da tanti mezzi storici arrivati da tutta Europa per una manifestazione di contorno all’evento principale.

Tra questi, spiccava un mezzo del tutto particolare: non tanto per la storicità in sé, quanto per le sue caratteristiche e le modifiche un po’ fuori dagli schemi. I puristi dei kart storici sicuramente storceranno il naso, ma chi era presente a Wackersdorf ha dimostrato di apprezzare e, soprattutto, di essere incuriosito da un mezzo sicuramente unico nel suo genere.

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Il primo indizio per ricostruire l’identità del kart è piuttosto semplice per gli appassionati: “Kalì”. Le scritte sulla pianalina parlano chiaro, riportando il nome della realtà fondata da Calogero Vanaria, uno dei “padri fondatori” del karting.
La Kalì Kart è stata una delle aziende che hanno scritto la storia del kart, mietendo successi tra gli Anni ’70 e ’80 e facendo correre tantissimi piloti poi diventati dei numeri uno.
Il telaio in questione è del 1984, ed è lo stesso che utilizzava Gabriele Tarquini, pilota italiano arrivato, poi, in Formula 1, che proprio in quell’anno conquistò il titolo mondiale. Un titolo particolarmente significativo, visto che fu il primo nelle classi con il cambio (precisamente, in Formula C) di quella che è, oggi, la CRG. Tarquini vinse sulla pista di Axamo, in Svezia, guidando un Kalì-Kart motorizzato Komet ed equipaggiato con gomme Dunlop. Curiosità: sempre al 1984 risale anche il primo titolo mondiale per CRG nelle classi a presa diretta, conquistato da Jorn Haase a Liedolsheim, in Germania, nel Campionato del mondo Formula K.

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Qui, decisamente, il proprietario del kart si è preso qualche libertà, attaccando una serie di adesivi di alcuni dei marchi che in un certo senso hanno contribuito a rendere grande questo motorsport.

Fa eccezione il logo della FIAT, che con il karting non ha molto a che vedere… L’unica caratteristica in comune è che anche questo adesivo è un po’ retrò, riproducendo il logo utilizzato negli Anni ’80, non quello attualmente presente sulle autovetture della Casa italiana.