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Formula k: tutte le novità dell’evo 30 20180%

FORMULA K: TUTTE LE NOVITÀ DELL’EVO 30, MODELLO 2018

Il brand del gruppo IPK, Formula K, presenta il suo nuovo Evo 30. Il telaio non è di nuova omologa, ma ha diverse novità degne di nota, a partire dal nuovo impianto frenate anteriore STR.V2

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IL TELAIO
IMPIANTO FRENO
ACCESSORI
VALORE AGGIUNTO
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

Il telaio Evo 30 si presenta per la stagione 2018 forte di un importante lavoro di restyling fatto dai tecnici Formula K, brand che, insieme a Praga Kart e OK1, fa parte del gruppo IPKarting. Non si tratta, dunque, di una nuova omologa, ma i cambiamenti non mancano. Il disegno del telaio è classico, i tubi sono sempre tutti da 30 mm, e la saldatura è eseguita manualmente da tecnici specializzati, come prassi in IPK, il posteriore, però, presenta una grande novità: lo scatolato porta gusci aperto. Una modifica che regala maggiore sensibilità nei confronti delle variazioni del setup posteriore come, per esempio, il cambio della durezza dell’assale. Altro vantaggio non secondario è la possibilità di velocizzare le operazioni di smontaggio dell’assale.
Nessuna novità, invece, all’anteriore, dove per la regolazione di Caster e Camber è confermato il sistema CCS che consente una variazione delle due geometrie da 2 gradi positivo a 2 gradi negativo. 4 se si utilizza il dispositivo anche nella parte inferiore.
Confermato anche il supporto piantone sterzo: uno scatolato fissato al telaio su cui è agganciato il poggiapiede regolabile. Anche i pedali possono essere fissati in tre posizioni diverse a seconda della statura del pilota. Per i piloti più piccoli è disponibile una pedaliera optional per avvicinare ulteriormente i pedali al sedile.

IL TELAIO
IMPIANTO FRENO
ACCESSORI
VALORE AGGIUNTO
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

I freni sono stati rivisti sia al posteriore sia all’anteriore, dove si trova la vera grande novità del modello STR. V2 destinato alle categorie KZ. I tecnici IPKarting hanno progettato una pinza a 4 pistoncini totalmente nuova che mira a migliorare la modulabilità della frenata. Come conferma Cash Van Belle, responsabile dei racing team del gruppo, i 4 pistoncini distribuiscono in una zona maggiore la forza esercitata dalla pastiglia sul disco, consentendo di eliminare il bloccaggio in staccata e migliorare la sensibilità del pilota nella fase di inserimento del kart in curva.

Le pinze sono ricavate dal pieno da un monoblocco con lavorazione C.N.C. Uno studio particolare è stato fatto sulla forma, disegnata per migliorare il raffreddamento del disco e lo scarico delle polveri create dalle pastiglie.

Anche i dischi freno hanno subito una rivisitazione atta a migliorare la pulizia della pastiglia. All’anteriore sono montati dischi da 149 mm di diametro, flottanti e autoventilati. Nell’impianto posteriore, denominato RBS.V2, troviamo ora la possibilità di scegliere tra due diametri diversi: 187 mm, misura di serie, e 195 mm, optional. Aumentata la robustezza della pinza posteriore diminuendo i punti di flessione, senza modificare il peso.

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