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CRG HERON PLUS: IL KART CAMPIONE EUROPEO CON LEWIS HAMILTON NEL 2000

L’analisi dello storico telaio CRG Heron Plus con il quale Lewis Hamilton vinse nel 2000 il titolo di Campione Europeo nella categoria Formula A e Nico Rosberg si piazzò in seconda posizione. Spinto dal motore Parilla 100 cc a valvola rotante

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IL TELAIO
IMPIANTO FRENO
ACCESSORI
MOTORE
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

Il CRG Heron Plus fin dall’epoca della sua prima omologazione, fine Anni 90’, ha fatto parlare di sé per il suo particolare disegno, lontano dagli standard più classici. Il telaio è composto da tubi di due diversi diametri: in particolare l’avantreno, con il tubo che parte nella zona delle C e fa tutto il giro della zona centrale di diametro 28 mm, mentre tutti gli altri sono da 30 mm.
Caratteristica principale del telaio realizzato da CRG era l’elevato grip al posteriore, un fattore determinante per poter sfruttare al massimo le gomme.
All’anteriore, le geometrie si regolano ruotando la boccola superiore con foro decentrato che permette di modificare la posizione del fusello su quattro posizioni, mentre sotto la boccola inferiore hv il foro al centro dell’asse. Concettualmente il sistema è lo stesso di oggi, che, sviluppato, consente molte più regolazioni e richiede un minor tempo di settaggio.
Il supporto del piantone è uno scatolato aperto, come da tradizione Kalì Kart, uno dei primi costruttori a intuire l’importanza della rigidità nella zona di attacco del piantone facendone un proprio marchio di fabbrica. Al posteriore, i supporti del telaio porta gusci cuscinetti assale permettono di impostare due altezze: alto o basso. Il passo del telaio è fisso: all’epoca, per modificarlo si realizzavano direttamente delle scocche con gli scatolati saldati più avanti o più indietro a seconda della misura desiderata.
A distanza di oltre 20 anni, oggi il CRG Heron è tornato in pista, sempre con la sua forma insolita ma completamente aggiornato con l’omologa del 2018. Qui potete leggere l’analisi di TKART

TELAIO
IMPIANTO FRENO
ACCESSORI
MOTORE
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

L’impianto frenante, presente solo al posteriore, è, alla pari del telaio, molto particolare. È munito di una doppia pinza studiata e realizzata dalla Brembo, leader mondiale nel settore degli impianti freno, per essere montata anche sui freni anteriori (presenti nei kart a marce), semplificando non poco la gestione degli accessori del telaio. Nei kart 125 cc dell’epoca (la cilindrata dei kart a marce, mentre i monomarcia erano 100 cc) un solo modello di pinza era installabile all’anteriore destro e sinistro e al posteriore, grazie al doppio supporto. Anche il disco freno, flottante e autoventilato, segue la stessa filosofia, ovvero è uguale per posteriore e anteriori. La pompa dell’impianto idraulico, invece, ha una forma classica, simile ai kart di ultima generazione.

Se montato sui kart moderni, questo impianto frenante risulterebbe sottodimensionato, sia per per via dell’aumento delle cilindrate (da 100 a 125 cc nei kart monomarcia) e delle potenze, sia per il peso, notevolmente salito e, dunque, bisognoso di un impianto freno più prestante.

TELAIO
IMPIANTO FRENO
ACCESSORI
MOTORE
IL PARERE
SCHEDA TECNICA

Il sedile, realizzato dalla Recaro, ha la caratteristica di avvolgere e proteggere maggiormente il pilota nella zona delle gambe. Questa particolare sagoma è stata ripresa da diversi costruttori di sedili che, oggi, l’hanno sviluppata utilizzando materiali diversi per aumentare o diminuire la flessione del telaio a seconda del setup del kart.
L’assale ha un diametro di 45 mm, misura particolare adottata da CRG per un breve periodo. A livello prestazionale si può dire che la vera differenza si verifica dal diametro 40 mm in su: i 45 mm, quindi, sono molto simili ai 50, la misura oggi più utilizzata e scelta, fondamentalmente, perché più facile da reperire in commercio.
Le carenature sono il modello CIK 02 by KG omologato nel 1997. Il kit, uno dei più diffusi in quel periodo, si compone di uno spoiler frontale di forma più affusolata rispetto al modello dell’omologa precedente, dotato di sistema d’attacco con ganci a scatto, come da regolamenti dell’epoca. Il frontalino portanumero così come le carenature laterali squadrate sicuramente non favoriscono l’aerodinamica come i modelli di ultima omologa. Al posteriore il paraurti è in ferro, con l’aggiunta di una barra antintrusione per una maggiore sicurezza in caso di tamponamento.

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