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Jarno trulli: il racconto della gara di kart che segnò il suo destino0%

JARNO TRULLI: LA GARA CHE DECISE IL SUO DESTINO

Il primo ricordo che ho è di Jarno in piedi sul sedile del kart di suo papà, col volante tra le mani per aiutarsi a stare in piedi. Avrà avuto meno di due anni. Il primo ricordo di pista, invece, è tutto da raccontare.


Io sono di otto anni maggiore di Jarno, ma conosco la sua famiglia da sempre: mio cugino faceva il preparatore per Enzo, il papà di Jarno, quando andava a girare in kart. Io non avevo le possibilità per correre, ma per restare nell’ambiente mi dilettavo a fare da meccanico e dopo il diploma iniziai a fare questo mestiere a tempo pieno. Nel 1987 ero a Viverone per il Campionato Italiano: nelle prove prima delle qualifiche Osman Trecca, il pilota per cui ero lì, uscì di pista.

Il kart non lo si poteva recuperare fino al termine delle prove, per cui, libero da impegni, mi dedicai a osservare quello che succedeva in pista. Fui colpito da un ragazzino: era molto piccolo ma girava veloce e, soprattutto, con una padronanza del mezzo incredibile. Così mi misi a prenderne anche i tempi. Finite le prove lui rientrò verso i box e passandomi vicino mi disse: “Allora, come sono andato?” Rimasi di sasso. Era Jarno. In quell’anno era passato dalla 60 alla 100 cadetti e per l’occasione gli avevano regalato tuta e casco nuovi. Prima di allora si era sempre adattato ai vecchi caschi di suo papà. Ecco perché non l’avevo riconosciuto. Al momento risposi solo “benissimo”, ma fu lì che pensai che Jarno poteva avere un grande futuro. Non a caso quell’anno vinse i Giochi della Gioventù e fece bene per tutta la stagione. Il papà, però, non aveva più le possibilità di farlo correre e mi disse che, a malincuore, avrebbero smesso. Fui io a chiedergli uno sforzo: nella 100 cadetti non c’erano possibilità di mettersi in luce, così proposi di passare subito alla 100 nazionale e fare almeno una gara: il Trofeo dei Campioni. Mi ricordo ancora che in tutto, telaio nuovo e due Parilla lamellari compresi, ci vollero circa 4 milioni di lire. Per Enzo fu un sacrificio notevole.
Andammo a provare alla Pista d’Oro di Roma e per la prima volta ci trovammo insieme a tutte le Case più grandi. C’era già Fisichella e c’era la Dap con Balestrieri, in quel momento il pilota più veloce. Ma il giorno della gara Jarno dimostrò alla grande tutte le sue potenzialità. Era secondo e all’ultimo giro con un sorpasso molto deciso superò proprio Balestrieri. Vittoria! All’esordio nella categoria e con tutti i più forti presenti! Bastò quella gara perché la All Kart venisse a offrirci l’appoggio per il resto della stagione, mentre la Iame, attraverso la Nordikas, ci assicurò i motori. Era fatta! Eravamo nel 1988, Jarno non aveva ancora 14 anni e, a tutti gli effetti, era già diventato un pilota professionista.

Pilota classe 1974, Jarno ha cominciato la sua storia con i motori fin da piccolo. A lungo legato alla Tony Kart, è stato un protagonista assoluto del karting, dove ha vinto due titoli mondiali: nel 1991 e nel 1994. Tre anni più tardi era già in Formula 1, categoria nella quale ha corso oltre 250 GP.

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GIANCARLO TININI: