Scegli la lingua.
Tkart magazine

Editoriale | Perdere una 24 ore endurance di kart per 6 secondi

go down go up

24H ENDURANCE: PERDERE PER 6 SECONDI

Dormire; lavarsi; vestirsi; mangiare; lavorare. Mangiare di nuovo e di nuovo lavorare. Quindi cazzeggio, palestra, aperitivo, doccia, cena,tv, sesso per i più fortunati, e ritorno a letto. Tutto nell’arco di 24 ore.
Un esempio della routine che, con ovvie e notevoli varianti, scandisce lo scorrere quotidiano di tante persone.


Ogni tanto, però, succede che qualcuno prenda l’ordine abituale delle cose, lo metta in pausa e stravolga ritmi e abitudini con una routine completamente diversa, fatta di briefing, turni al volante, analisi dei tempi, pasti veloci e riposo ridotto al minimo. Il tutto, vissuto tra lo scomodo sedile in vetroresina di un kart e i pochi metri quadrati della tenda montata nel paddock.

Le chiamano endurance, piccole-grandi follie che durano dall’alba all’alba successiva, nelle quali non c’è molto spazio per altro che non sia un kart. 24 ore consecutive, spese inseguendo una vittoria che, magari, un anno ti sfugge per 44 secondi. Un’inezia, rapportata alla durata della gara, difficile da mandare giù ma che può anche servire da stimolo per allenarsi più duramente e ripensare ai minimi dettagli della strategia.
Così, a un anno di distanza, torni a sfidare le leggi del tempo, convinto che la beffa non possa ripetersi.
E, invece, 24 ore dopo, scopri che non solo il passato può tornare, ma che sa anche fare più male. Perché alla fine della gara, il risultato è la stesso dell’anno prima: medaglia d’argento. Solo il distacco è cambiato: 6 secondi. È il tempo di uno starnuto, di un pugno sul volante, di un sorso in più d’acqua prima del proprio turno di guida... È la quattordicimilaquattrocentesima parte di quegli 86400 secondi che compongono le tue ultime 24 ore, spese con un kart.
6 maledetti secondi che ti negano una vittoria inseguita da quando hai esordito alla 24 ore Birel con un diciassettesimo posto. Che con l’esperienza è diventato un quarto, poi un quinto, poi un secondo e poi un secondo ancora. Per 6 secondi, e non è un gioco di parole.
Che, poi, quei secondi in realtà non esistano, che i cronometristi abbiano fatto confusione, che la bandiera a scacchi sia forse sventolata prima dello scadere e che 8 ore di camera di consiglio non abbiano cambiato il verdetto... sono piccoli dettagli di cui già ci si è dimenticati. Perché da quella gara maledetta, ormai, di anni ne sono passati tanti, e chi va, oggi, a leggere l’ordine d’arrivo, vede che il team Kayak è arrivato secondo. A 6” di distacco. Giusto il tempo di un sorso d’acqua. Andato di traverso.

Il team Kayak è un agguerrito e ben organizzato team di kartisti specializzato nelle gare endurance, molto attivo (e vincente) nel periodo a cavallo della prima decade degli Anni 2000

Continua a leggere il tuo articolo

Non perdere tempo: registrati ora per un free tour di 24 ore. Articoli illimitati.

Inizia il tuo free tour di 24 ore
Non è richiesta la carta di credito
o
Salta il free tour e diventa un membro di TKART Magazine.
  • Continui aggiornamenti
  • Contenuti interattivi (360°, Video, Gallery, ecc)
  • 15 rubriche
  • Più di 500 articoli approfonditi
  • Accesso a tutto l’archivio
  • Disponibile in italiano, inglese e spagnolo
  • Accesso da desktop e mobile
Abbonati