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Editoriale | Oscar benedetti: una storia di passione, motori e sana “pazzia”

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OSCAR BENEDETTI UNA STORIA DI PASSIONE, MOTORI E SANA “PAZZIA”

Passionaccia. Il copyright della parola è di Enrico Mentana, famoso giornalista italiano che in questo modo ha intitolato un suo libro: “La passionaccia è una febbre che mi colpì da ragazzo e non mi ha più lasciato. È l’amore per un mestiere totale, che ti assorbe interamente, che ti regala insieme adrenalina e saggezza”. Parole che, nel suo caso, sono dedicate al giornalismo, ma che si adattano perfettamente anche al karting.


Per lo meno a come lo intende Oscar Benedetti, classe 1950, da Cesena, preparatore, motorista, titolare dell’azienda Motori Seven e del marchio di telai Oberon Racing Kart. Benedetti è una di quelle persone che la passione per i motori l’ha vissuta fin dall’infanzia: “A 4 anni ero già in sella alla moto di papà - racconta - a scorrazzare per le strade poco trafficate di mezzo secolo fa. In quinta elementare ho messo insieme due motorini a rullo Garelli Mosquito (usati per trasformare le biciclette in veicoli a motore n.d.r.) e ho creato quello che credo sia rimasto l’unico… bicilindrico Mosquito della storia.”

Le moto sono il principale interesse del giovane Benedetti, che da ragazzo, dividendosi con l’attività nell’impresa edile del papà, riesce comunque a costruisce con alcuni amici un propulsore 50 e un 250 cc con cui corre anche un certo Marcellino Lucchi, divenuto poi collaudatore Aprilia. Come a volte capita anche nelle storie più belle, però, un’improvvisa curva del destino riserva una brutta sorpresa: il 16 maggio 1976, al GP delle Nazioni al Mugello, il weekend è fatale a Paolo Tordi (classe 350, caduto di sella e investito dalla sua stessa moto) e Otello Buscherini (classe 250, morto all’arrivo in ospedale dopo un incidente simile). Benedetti è in pista e assiste al dramma. Conosceva i due piloti fin da ragazzo, quando le “bande” di Cesena e di Forlì si sfidavano con i motorini lungo gli stradoni assolati. “Dopo quella gara ammetto di aver pensato che non avesse più senso continuare: Tordi lo conoscevo bene, gli avevo fatto anche da meccanico. Invece, fortunatamente, dopo un po’ di tempo, un mio amico mi convinse a provare un kart: la cosa mi piacque molto e inizia a correre, anche se avevo già 27 anni. Ma andai avanti parecchio: dalla 125 Junior fino alla 125 Super. A parte un paio di gare con un Rotax, ho sempre corso con motori preparati, modificati o costruiti totalmente da me. All’epoca i regolamenti erano molto più permissivi e mi lasciavano modo di sfogare la mia passione per la meccanica. Nel mio primo anno in 125 Super, per dire, montai il cilindro di un’Harley 150 da Gran Premio sul motore Asco. Un’altra volta feci cinque Benelli per me e dei miei amici: tra biella, pistone, cilindri e modifiche varie, credo che dei Benelli originali rimasero solo i gusci”.

Classe 1950, è nato a Cesena, città in cui ha sede anche la sua Motori Seven. L’azienda è stata formalmente fondata nel 1994, ma l’attività di costruttore di Benedetti è cominciata nel 1978. Oggi Benedetti produce anche telai con il marchio Oberon Racing Kart

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