Marco Ardigò quando il giovane kartista sfidò il grande Michael Schumacher

Kerpen. 28 ottobre 2001. Marco Ardigò ha 18 anni, veste i colori della Birel Motorsport (3 anni più tardi passerà in Kosmic e, poi, in Tony Kart, realtà di cui oggi è uno degli uomini simbolo), ed è un giovane debuttante nella Formula Super A, al tempo la categoria top del karting.


È nella fase ascendente della sua carriera, ma ancora deve vincere tutto quello che, nei successivi 15 anni e più, lo porterà a diventare uno dei più forti kartisti di sempre. È, insomma, una giovane promessa del karting, che un bel giorno, in uno degli appuntamenti clou dell’anno, si trova a dividere la pista con Michael Schumacher, che di anni ne ha 32, ha vinto quattro mondiali in Formula 1 e, con la sua Ferrari, sta percorrendo quel cammino che lo porterà a essere il pilota più vittorioso della storia della Formula 1.

Quel week end si disputa l’ultima delle cinque prove del Campionato del Mondo di Formula Super A (che Vitantonio Liuzzi vincerà) e Michael Schumacher decide di correre sul circuito di casa. Chi brilla, però, è proprio Ardigò, secondo in prefinale e primo nella finalissima, dopo una gara combattuta che, purtroppo, finisce con una squalifica per il bresciano, che ricorda così quella domenica di otto anni fa: “Mancavano tre o quattro giri alla fine, ero secondo e ho attaccato Franck Perera; purtroppo ci siamo toccati e lui è finito fuori pista, insabbiandosi. Ero davanti, da solo, con Cesetti staccatissimo e ho vinto la gara. Dopo, però, Perera ha fatto reclamo, dichiarando di essere stato tamponato da dietro: non è andata così... Comunque, per evitare di trascinare la questione abbiamo firmato un documento in cui, in sostanza, abbiamo detto ‘sì, tutto vero’. Qualche mese dopo sono stato chiamato dalla FIA, perché volevano portarmi via la licenza per il mio comportamento scorretto e, soprattutto, per la brutta immagine dello sport che ho dato nel Mondo... Però abbiamo chiarito tutto, anche grazie all’intervento di Oscar Sala (presidente della Birel, n.d.r.), che ha chiuso tutta la questione: ascoltati i commissari presenti in pista gli uomini FIA hanno detto che è impossibile determinare la mia colpa nell’uscita di pista di Perera. Peccato, perché se non avessimo firmato quel foglio la vittoria sarebbe ancora mia”. La presenza di Schumacher? “Non era una novità assoluta, perché avevamo già girato con lui nei test Bridgestone di Muro Leccese. Non mi ha impressionato tanto lui quanto le migliaia di persone accorse in pista. E io, purtroppo, avevo altri problemi piuttosto che pensare a Schumacher...”.
Per la cronaca, a Schumacher non andò molto meglio: durante la prima manche il campione tedesco si fermò al 15° dei 23 giri previsti (dopo un bel duello con Rosberg, all’epoca collega di Ardigò più che di Schumi), come anche il quotidiano italiano “Repubblica” riportò Meglio andò nella seconda manche, quella vinta da Ardigò, poi squalificato, e in cui Schumacher chiuse al terzo posto (diventato secondo dopo la squalifica).

Nato il 26 giugno 1983, è oggi uno dei piloti di riferimento del karting mondiale. Tre volte campione del mondo, sia con i kart a marce sia monomarcia, da oltre 10 anni è pilota ufficiale del Tony Kart Racing Team