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QUANDO MIKE WILSON SCOMMISE SU LANCE STROLL

Dal 2009, Mike Wilson, il più grande kartista di sempre, vincitore di sei titoli mondiali, fece da tutor a un giovane kartista canadese: Lance Stroll. Un’avventura iniziata con qualche dubbio e trasformatasi in un sodalizio ricco di soddisfazioni. Sorretto da una convinzione: “Quel pilota ha la stoffa per diventare un campione”.


Tutto è cominciato durante una conversazione con il mio caro amico Andre Martins (importatore del marchio Tony Kart negli Stati Uniti n.d.r.), che mi raccontò di un signore canadese che era alla ricerca di un tutor per suo figlio.

Disse che si chiamava Lawrence Stroll e che era un grande imprenditore nel campo della moda, in passato anche sponsor e amico di Micheal Schumacher. Io, onestamente, non lo conoscevo, ma qualche giorno dopo ci sentimmo per telefono e lui mi chiese di andarlo a trovare in Canada. Prima di partire dissi a mia moglie: ‘Il padre mi ha detto che il ragazzo è molto bravo. Ma è normale dica così, sai quante volte l’ho sentito? Ti assicuro che se non è un fenomeno torno a casa, non ho voglia di perdere tempo’.
Invece, quando l’ho visto in pista, ho capito che il papà aveva le sue ragioni e che si trattava di un bambino speciale, con una marcia in più. Soprattutto mi stupì la sua grinta: era superiore al normale. E questo è strano, perché un ragazzo che viene da una famiglia così facoltosa in genere non ha bisogno di lottare per ottenere alcunché; di conseguenza, ha poca grinta. Lui, no. Anzi, il contrario! Prma di lui, l’ultimo ragazzo che avevo visto con la sua stessa “fame” era Fernando (Alonso, pilota del team di Mike Wilson che nel 1996 vinse la CIK-FIA 5 Continents Juniors Cup n.d.r.). Lance guidava bene e ascoltava tutti i consigli. Mi ricordo una ROK International Final nella quale partiva dalla prima fila, in seconda posizione.

Classe 1959, è stato il pilota più forte della storia del kart. L’unico capace di vincere 6 titoli mondiali: 1981, 1982, 1983, 1985, 1988, 1989. Lasciato il volante è rimasto nell’ambiente come consulente e tutor per i giovani piloti

I commissari decissero di sostituire la frizione ai primi quattro (una precauzione per evitare scorrettezze...) e lui, alla seconda ripartenza, scattò male per via della frizione troppo surriscaldata. Sfilò tra gli ultimi, ma non per questo si perse d’animo: abbassò la testa e dimostrò di essere tra i più veloci in pista. Se fosse partito più avanti avrebbe vinto la gara, anche perché riusciva a fare i sorpassi senza perdere tempo: se riesci a fare questo a 11 anni, è solo perché hai talento. Se quell’inconveniente fosse capitato a me, mi sarebbero girate così tanto le palle che avrei mollato tutto e sarei rientrato ai box.

Sicuramente non fu facile seguire Lance in quegli anni: stavo un mese in Canada, poi tornavo in Italia per un paio di settimane. Quindi di nuovo in Canada, e via così. Con moglie e figli a casa non è certo facile. Però è stata una grande soddisfazione: quando saliva sul podio era come se fossi lì sopra con lui.
Nella vita i soldi sono importanti, ma fare una cosa che ti piace è meglio. Io, alla mia età, ancora riesco a emozionarmi in pista, e seguire da vicino Lance è stata davvero un’emozione.”.

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