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JEAN ALESÌ VITA DA PAPÀ DI UN PILOTA

Jean Alesì, ex pilota di F1, è ancora uno dei nomi più amati dai ferraristi. Qui, però, si racconta in versione “papà”, primo tifoso e riferimento del figlio Giuliano, pilota come lui


Non è facile essere il papà di un pilota, vedere proprio figlio in pista in mezzo agli altri... Però, a volte, mi sorprendo da solo: perché guardandolo girare, vedendo gli avversari, parlando delle stesse cose che io ho vissuto venti - trenta anni fa, rifletto su quello che ho fatto allora e su quello che avrei dovuto fare. E secondo me, alla fine, i consigli che riesco a dare sono giusti.

Giuliano ha iniziato ad andare in kart tardi, per gli standard di oggi: aveva già 13 anni. A quel punto, quindi, abbiamo deciso che tanto valeva andare nella categoria più combattuta, per perdere il minor tempo possibile ed essere subito di fronte ai piloti più bravi sotto ogni punto di vista. Assetto, sorpassi, l’utilizzo delle gomme in qualifica… su tutti i punti chiave per andare forte, ci sono almeno 30 ragazzi che sanno come fare, ed essendo in mezzo a loro si impara molto.
Chiaramente, per quanto riguarda il risultato in senso stretto è stato difficile, e tante volte, rientrando a casa dopo una gara, Giuliano era arrabbiato con sé stesso perché gli sembrava che mancasse sempre qualcosa. Ma fa tutto parte del gioco: abbiamo deciso di lottare sempre per migliorare.

Io, da parte mia, mi accorgo di vivere le gare di Giuliano con la stessa passione che avevo da pilota: il carattere è quello, è il mio modo di affrontare le cose. Sia che mi trovi dietro al volante, sia che resti a casa, l’atteggiamento non cambia: siamo nati in una famiglia passionale, a tutti i livelli. Quando stiamo andando in pista e quando Giuliano si prepara a mettersi al volante, ho voglia di vederlo correre. Ho voglia di dirgli “Vai. Spingi!”. E poi vediamo quello che succede.
Però, chiaramente, capisco bene quale dovrebbe essere il ruolo di un papà . Io avrò sicuramente i miei difetti, però nel momento in cui ti affidi a dei professionisti per utilizzare il materiale giusto… devi lasciar fare a loro. Io, per esempio, quando sono in pista, non ho mai un cronometro con me: non mi serve! Ho solo bisogno di guardare gli altri, guardare Giuliano, osservare se cala fisicamente... Poi insieme, con calma, discutiamo di quello che ho visto. Ma non vado mai a parlarne con il motorista, a intervenire direttamente. Specie quando era nel kart, un mondo così particolare nel quale non ero in grado di intervenire a livello tecnico. Lo fanno i professionisti, ed è giusto così.

Nato nel 1964, ha esordito in Formula 1 nel 1989. Dal '91 al ’95 è stato pilota Ferrari. Ha corso oltre 200 GP vincendone uno: in Canada nel 1995

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