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Paolo condè racconta come ebbe inizio la storia della iame0%

BRUNO GRANA E LA IAME COME TUTTO EBBE INIZIO

Bruno Grana, Parilla, Komet, BM, Sirio... Tutti nomi che hanno segnato la storia del karting. E tutti nomi che fanno capo a una delle icone di questo sport: IAME. Paolo Condè, memoria storica della casa costruttruice di motori italiana, racconta come tutto ebbe inizio.


“Bruno Grana era un imprenditore italiano del dopoguerra, il cui interesse economico era legato a una passione in un modo che oggi è difficile riscontrare. Agli inizi degli Anni ‘60 lui lavorava alla Moto Parilla e, quando vide che negli Stati Uniti si stava sviluppando questo nuovo mezzo del go-kart, ne intuì le potenzialità e convinse la famiglia Parilla a entrare nel mercato.

L’avventura cominciò esportando negli Stati Uniti, ma presto il business si ampliò ad altri Paesi. A questo punto, insieme all’ingegnere Cesare Bossaglia, anche lui dipendente della Moto Parrilla e papà di quell’Andrea che a tutt’oggi è una delle figure di riferimento in Iame, Grana decise di fondare un proprio marchio specificatamente dedicato al settore kart: Komet. Poco tempo dopo, quando la Parilla chiuse, Bruno Grana ne acquisì il marchio e nel 1968, riunendo di fatto i due marchi Komet e Parilla, fondò la Iame. L’origine del nome è presto spiegata: all’inizio alcuni soci erano americani, da qui la scelta di chiamare la società Italian American Motor Engineering, le ci iniziale danno, appunto, IAME.
In seguitò Grana rilevò l’intero capitale e nel frattempo acquisì anche i marchi BM (la Bertuzzi Motori n.d.r.) e Sirio. Fu così che, nell’arco di 10 anni, la Iame gettò le basi di quello che per i successivi decenni è stato l’assetto portante dell’azienda, con i 4 marchi a comparire sui diversi motori prodotti nello stabilimento di Zingonia, vicino a Bergamo.
Certo, anche in una storia come questa non sono mancati i momenti difficili, come quando, per esempio, sul mercato irruppe la Rotax con le sue novità: lì ci fu un attimo di crisi. Però l’episodio servì anche per fare un sincero mea culpa, trovare il modo di adeguarsi ai nuovi standard del mercato e della tecnologia e proseguire un cammino indubbiamente di successo”.

Classe 1943, ha iniziato a lavorare in Iame nel 1978. Dei tanti talenti del volante che ha visto passare, due gli sono rimasti nel cuore: Mike Wilson: “L’ho introdotto io in Iame... ero l’unico che sapeva l’inglese”; e Fernando Alonso: “L’ho seguito dagli 8 anni a quando ha spiccato il volo”.

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JEAN ALESÌ