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Editoriale | Andrea belicchi: talenti e kart di un altro tempo

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ANDREA BELICCHI: TALENTI E KART DI UN ALTRO TEMPO

Tra tutti i talenti che ho visto nel kart e con i quali mi sono battuto, sicuramente ero grande fan di Fisichella. Anche se non ha vinto granché in kart, ricordo che mi piaceva. Vederlo guidare era proprio spettacolare.


Ai tempi era tutta un’altra cosa e non si guidava così puliti come con i kart recenti. E lui si differenziava. Magari aveva una guida un po’ sporca, però era bello da vedere. Era messo bene nel kart; era aggressivo; velocissimo... Penso che nel giro veloce nessuno fosse paragonabile a lui, e qualche volta faceva miracoli con dei mezzi che non erano proprio i migliori. Lui mi ha veramente impressionato.

Comunque, in generale, c’è certamente molta differenza tra i pilotini dei miei tempi e quelli di oggi. Come in tutti gli sport c’è stata un’evoluzione, ma nel kart, in particolare, credo che i giovani siano più aiutati ora rispetto ai nostri tempi: telemetrie, meccanici esperti che si sono fatti una grande esperienza in passato e che oggi possono trasmetterla ai ragazzi...
Inoltre ci sono i simulatori e, quando si fa il passo dai kart alle monoposto, oggi si è avvantaggiati dal fatto che praticamente tutte le auto hanno il cambio al volante, qualcuna ha anche l’ABS, aiuti elettronici... Sono auto che vanno sui binari. Invece, all’epoca, chi passava alle formule ogni tanto si trovava a lottare con il cambio ad “H”, con la prima in giù, e già quello era più complicato. Mi ricordo che in F3, negli anni Novanta, se non eri al secondo o terzo anno, anche gente che nel kart era fortissima magari non si qualificava nemmeno. Il gap era molto più marcato.
Le follie per il kart, invece, erano la normalità. Agli inizi, io, mio padre e mio zio avevamo comprato un vecchio Bedford: arrivavamo sui circuiti di notte, tiravamo già il kart e mettevamo dentro le brandine e il materassino per dormire nel furgone, mentre il kart era fuori alla rugiada. Tutto per risparmiare qualcosa. Ma questa non era l’eccezione, era tutte le domeniche! Pensandoci adesso, sicuramente sembrerà bizzarro.
Credo che il karting, comunque, sia una scuola assolutamente necessaria. Crea un vantaggio incredibile. Se prendi un ragazzo diciottenne che inizia le corse in auto contro un ragazzo diciottenne che invece si è già fatto 7 o 8 anni di kart, c’è una differenza pazzesca. Poi, ogni tanto nascono dei talenti che possono anche farne a meno, ma sono veramente rari.

Nato a Parma il 18 dicembre 1976, ha corso in kart per otto stagioni. Tre volte primo al Torneo delle Industrie, ha nel suo curriculum kartistico anche due titoli italiani. Negli ultimi anni ha corso in American Le Mans Series e nel FIA World Endurance Championship.

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