A 214 KM/H CON UN KART 100 CC SULLA PISTA DI MONZA

Correva l’anno 1965… e correva veloce, molto veloce. Sul rettilineo della pista di Monza un uomo si appresta a tentare un record futuristico, per l’epoca: lanciarsi a oltre 200 km/h sdraiato su un go-kart speciale.


L’uomo si chiama Livio Bolis, tra i pionieri del karting nonché ottimo pilota, capace di ottenere oltre 150 vittorie in carriera. Il mezzo con il quale tenta l’impresa è uno speciale Tony Kart, ideato e costruito per l’occasione da Antonio Bosio, storico fondatore dell’azienda di Prevalle, oggi tra i leader mondiali nella produzione di telai. A equipaggiarlo, un motore Parilla da 100 cc, con valvola rotante.

Questi “ingredienti”, però, per quanto speciali e studiati proprio con l’obiettivo di centrare il record, da soli non bastano. Come testimonia la foto storica conservata da Rino Bolis, fratello del recordman e custode dei ricordi, sul rettilineo di Monza è presente anche un altro kart: un più tradizionale 125 a marce (sempre Tony Kart, ma con motore Rumi) che ha il compito di spingere il mezzo destinato al record fino a riuscire ad avviarlo. Il kart “speciale”, infatti, è dotato di un rapporto lunghissimo, che rende impensabile un avviamento a spinta. Da qui la necessità di un “kart di avviamento”, affidato alla guida di Angelo Cochi che, insieme a Paolo Bonfanti, è amico “vero” di Bolis e insostituibile alleato di quella storia incredibile.
Livio Bolis, intanto, attende di partire, sdraiato con la pancia a 5 centimetri dall’asfalto, impugnando le due cloche che servono a direzionare il kart e con i piedi assicurati ai pedali di freno e acceleratore con dei fermapiedi come quelli usati dai ciclisti del tempo.
Il resto, come si dice in questi casi, è storia. Il kart 125 avvia il motore, trascina il kart 100 cc fino a metterlo in moto e, a quel punto, Livio Bolis insegue da solo il suo sogno. Ci vogliono un po’ di giri per prendere confidenza con il kart e lanciarlo al massimo delle sue potenzialità, percorrendo la pista di Monza in senso antiorario così da sfruttare al meglio il curvone prima del rettilineo, allora senza varianti.
Alla fine il tachimetro segnerà 214 km/h.
Con un kart con motore 100 cc., ancora oggi nessuno ha saputo fare di più.

“Festeggiammo con una cena, niente di più. Anche perché il record non ebbe nessun tipo di ritorno economico, semplicemente fu fatto… per farcela”