Rimettere a nuovo un vecchio go-kart usato

Che sia per un caso, o per passione, può capitare di avere per le mani un vecchio go-kart, fermo da qualche tempo, e volerlo riportare in pista. Non un’operazione semplice, senza dubbio, ma nulla che delle mani esperte non possano fare. Parola di dott. TKART.
L'OPERAZIONE IN BREVE
Recuperare un vecchio kart, smontarlo pezzo per pezzo, pulirlo, rimontarlo con pezzi nuovi... Tornare in pista.
tempo 3 GIORNI
difficoltà ESPERTO

A tanti kartisti è successo, e a tanti ancora succederà: ritrovare in box un kart impolverato, fermo da qualche anno. Oppure, ereditare un telaio usato tempo prima da papà. Mezzi non più “freschi”, certo, ma nemmeno da buttare. Così, magari iniziando per gioco, oppure per una sfida con se stessi, viene la voglia di rimetterlo a nuovo. Chiaramente, tutto dipende dalle condizioni del mezzo: se parliamo di vecchi reperti, fermi da 20 anni e senza la metà dei pezzi... allora si tratta di veri e propri restauri, come quello raccontato in questo articolo.

Ma se il kart ha solo qualche anno sulle spalle e prima di essere dimenticato in un angolo faceva ancora la sua discreta figura in pista, può valere la pena risistemarlo. Senza dubbio bisogna essere esperti o poter contare sull’aiuto di qualcuno che lo sia, e altrettanto certamente bisogna mettere in conto di spendere un po’ per i ricambi ed eventuali operazioni più complesse (per esempio una revisione del motore), ma la soddisfazione finale sarà enorme e, comunque, economicamente vantaggiosa rispetto a comprare un kart nuovo.
Nel nostro caso, il dott. TKART non ha avuto dubbi e ha accettato la sfida.

GLI STRUMENTI NECESSARI
• CASSETTA DEGLI ATTREZZI
• STRACCI
• SGRASSATORE E WD 40
• DISCHI PER LA CONVERGENZA

Non c'è molta selezione da fare: per rimettere in sesto un go-kart serve una cassetta degli attrezzi completa. Anzi, di sicuro bisognerà aggiungere qualcosa in più. Per esempio, un fon se si mettono degli sticker nuovi sulle carene
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FACILE

La prima cosa è portare il kart in officina o nel luogo in qui si lavorerà, il ché presuppone avere un carrellino su cui appoggiare il telaio. L’operazione è utile per fare un primo “report” sulle condizioni e la storia del mezzo. In questo articolo, il Dott. TKARt si è trovato di fronte un telaio Rakama, comprato nuovo nei primi anni 2000 e usato per qualche gara con motore Parilla Reedjet. Poi, appese le velleità agonistiche al chiodo, il motore è stato sostituito con uno IAME Leopard 125 TaG. Il kart era fermo da un paio d’anni, dopo che dei problemi all’accensione lo avevano parcheggiato nel box in attesa di una revisione. Mai fatta...

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Porta il kart nel locale in cui verrà sistemato e fai un primo check sulle sue condizioni generali

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PER SAPERNE DI PIÙ

La scocca protagonista del servizio è firmata Rakama. L’azienda aveva sede vicino a Zingonia (vicino a Bergamo, in Italia), proprio di fronte allo stabilimento della Iame. A sovrintendere la produzione c’era Mike Wilson, 6 volte campione del mondo in kart (record a tutt’oggi imbattuto).
Tra i tanti piloti che hanno utilizzato i kart Rakama nella loro carriera kartistica, c’è anche Fernando Alonso

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A parte l’accensione, il kart è stato messo via ancora funzionante, quindi, per valutarne lo “stato di salute”, è bene smontarlo pezzo per pezzo. Quello che ancora funziona può essere tenuto, a patto di verificarne le misure (pensiamo al sedile, per esempio) e la tenuta dei bulloni. Quello che non funziona, va sostituito. Quello che manca... va messo. Per prima cosa, però, è meglio togliere la batteria (che nel nostro caso è il motivo per il quale il kart è finito in box), e il motore, così da liberare spazio e poter lavorare più comodamente. Nel farlo, bisogna stare attenti alla cannetta della benzina, perché se è secca si può spezzare e può danneggiare il coperchietto del carburatore.

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Togli motore e accensione dal telaio. Riavvita le viti di fissaggio del power pack nelle loro sedi, per ritrovarle pronte all’uso in fase di rimontaggio

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CONSIGLIO

Siccome quando il kart si è fermato il motore funzionava, non c’è motivo per presupporre abbia, ora, dei problemi. L’unica cosa da controllare è la tenuta delle membrane del carburatore. Si può anche togliere il pacco lamellare e controllare che le lamelle siano integre, ma siamo già a un livello “da preparatore”. Per sicurezza, comunque, si può far fare una revisione a un centro assistenza.

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Per lo smontaggio vero e proprio si parte dal retrotreno. In questa fase è bene segnarsi mano a mano eventuali dadi smangiati o viti rovinate, così da avere un elenco di quello che servirà per rimontare il tutto. Particolare attenzione va rivolta ai cuscinetti, facendoli girare nella loro sede e stando attento a eventuali “raschiamenti” che suggerirebbero di sostituirli. Altrimenti, una volta smontati, li si lascia per mezza giornata (insieme a viti e bulloni) a bagno nel gasolio per rimuovere le impurità.
Passando all’avantreno ci si concentra sullo sterzo: si svincolano i braccetti e si gira il volante per vedere se il piantone è dritto: se non lo è, va sostituito. Quindi, con una chiave da 13 a snodo, si tolgono piantone dello sterzo e volante e si controlla che gli uniball non siano bloccati (ma anche che non ci sia eccessivo gioco) facendo girare la “pallina” con un dito.
Per i fuselli, si allenta il perno e si fa ruotare la vite: eventuali movimenti anomali indicano che il perno è piegato e il fusello va sostituito.
Anche i cavi e tubazioni vanno controllate e sostituite in caso di schiacciamenti. Le piccole lacerazioni dei cavi della acquisizione dati, invece, possono essere rinforzate con nastro adesivo.
Il sedile, anche se integro, va controllato che sia nella posizione corretta (secondo le misure fornite dalla casa).

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Particolare attenzione va dedicata ai cuscinetti

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Smonta piantone e braccetti dello sterzo. Controlla che gli uniball non siano bloccati

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Verifica che il perno dei fuselli sia dritto

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Una volta liberato il telaio da tutto quello che si può, è il momento di dare una bella pulita. Questa operazione, se fatta con attenzione, permette anche di verificare se la scocca presenti eventuali crepe o cricche, oltre a verificare che nella parte della curvatura (il punto di maggior sollecitazione) non ci siano schiacciamenti. Per pulire la scocca si può usare un prodotto come il WD 40 e un semplice straccio da buttare.
Sul telaio va verificato anche che non ci siano pieghe anomale alle “C”. Per farlo, o si usa un piano di riscontro (soluzione decisamente non alla portata di tutti) o si utilizzano dei dischi della convergenza (vedi articolo dedicato, sempre del Dottor TKART).

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Pulisci bene il telaio

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Approfitta della pulizia per verificare eventuali crepe nella scocca

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Le “C” sono punti molto delicati del telaio. Per un ripristino completo bisogna verificare che non presentino pieghe anomale.

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