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Dossier | La classifica dei 10 “turbo” kart più mostruosi

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LA CLASSIFICA DEI 10 “TURBO” KART PIÙ MOSTRUOSI

Avete presente quei mezzi spinti da motori sproporzionati – spesso turbo o da moto – montati su telai modificati con soluzioni tecniche al limite della fisica? Abbiamo stilato una graduatoria dei modelli più esagerati trovati nel web con l’obiettivo di incoronate il “monster kart” assoluto.

LA TOP 10 DEI KART PIÙ MOSTRUOSI NELL’ASPETTO (E NELLE PRESTAZIONI)

La classifica dei mezzi più pazzi tocca le più disparate tipologie di motorizzazione: dal motore a scoppio, all’elettrico, a due o quattro tempi, passando per un… reattore. Non solo i motori, anche i telai sono stati tenuti in considerazione, con modelli a sei e otto ruote a contendersi le posizioni migliori. Mettevi comodi, inizia il viaggio tra i kart più mostruosi.

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100 cc x 2, il bimotore

Due motori su un telaio, un’idea folle passata per la testa, almeno una volta, a tutti i kartisti. Idea divenuta realtà grazie all’ingegno di Antonino Bernardi, il costruttore Italiano già conosciuto dai lettori di TKART per aver realizzato il telaio SVB, protagonista del Dossier sui 30 telai più strani. Il kart è stato dotato di due motori con cilindrata 100 cc ad aspirazione lamellare e raffreddati a liquido. Un mezzo spaventoso che si guida come un classico kart, ma con molta più potenza a disposizione.

Il kart che sfidò LaFerrari Aperta

Non poteva non entrare in classifica il kart che ha sfidato LaFerrari Aperta da 1.000 CV. Non conosci il risultato del folle confronto organizzato da TKART sul Passo Giau? Leggi l’articolo Sfida sulle dolomiti: kart 250cc vs LaFerrari Aperta. Il kart è un Energy Eclipse KZ, telaio destinato a montare motori 125 cc a marce, opportunamente modificato per ospitare un propulsore 250 cc. Il motore, un monocilindrico due tempi realizzato dalla DEA Engineering, sviluppa 72 CV e unito al cambio a cinque rapporti permette di avere accelerazioni brucianti.

Quattro ruote sterzanti complete di impianto frenante, una bellissima “pazzia messa” in pista nel 1976 dalla Tony Kart.

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Il Tony Kart a sei ruote

Un telaio a sei ruote non è una cosa realizzabile. Affermazione smentita da Tony Bosio, il fondatore della Tony Kart, che nel 1976 ha costruito un telaio dotato di quattro ruote sterzanti all’anteriore. Ad oggi è una pazzia solo pensare che una casa costruttrice di telai possa mettere in produzione un modello così particolare. Certo, ricordando la Tyrrell P34, auto di Formula 1 a sei ruote, capiamo che all’epoca si sperimentavano nuove strade in ogni categoria del motorsport. Ottava posizione meritata per il Tony Kart a sei ruote, uno dei tanti kart fotografati nell’articolo dedicato alla visita presso la sede della Tony Kart di Antonio Bosio.

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