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I segreti del circuito internazionale di zuera spiegati da jordon lennox-lamb0%

JORDON LENNOX-LAMB:
UN GIRO VELOCE A ZUERA CON IL KZ

È il circuito di kart più lungo: 1700 m, il massimo consentito dal regolamento per le gare internazionali; tappa abituale delle più importanti gare del calendario. Jordon Lennox-Lamb, ex pilota top, oggi team manager del Lennox Racing Team, ne svela segreti e trucchi di guida

LA PISTA

Il Circuito Internazionale di Zuera è una delle piste più frequentate dal karting di vertice. La sua lunghezza di 1.700 metri è il limite massimo consentito dal regolamento per le gare internazionali e, dunque, si può affermare sia la pista “ufficiale” più lunga del mondo. La sua storia è piuttosto recente, essendo stata inaugurata nel 2007 con una gara della WSK Euro Series (vinsero Thonon in KZ2; De Brabander in KF2; Harvey e Kouzkin in KF3). È stata sede di diverse prove del Campionato Europeo CIK-FIA e ha ospitato il Mondiale KF2 del 2010 e la Coppa del Mondo KF2 e KF3 nel 2012.
A raccontare i segreti di questo tracciato e spiegare come girare nel migliore dei modi con un kart a marce è Jordon Lennox-Lamb, che su questo tracciato ha corso molte volte con buoni risultati, compreso un podio nella Finale 2 della WSK Euro Series del 2013.

JORDON
LENNOX-LAMB

Pilota di nazionalità inglese, nato nel 1992, fa da tempo base in Italia, a Desenzano del Garda. Qui, infatti, ha sede il Lennox Racing Team, realtà nata nel 2018 dopo che Jordon ha deciso di smettere la carriera di pilota. Un’attività che, nei molti anni di carriera, gli ha portato molte soddisfazioni, tra le quali spiccano senza dubbio le vittorie nella World Cup e nella WSK Master Series, entrambe conquistate in KZ2 nel 2012. Nel 2013, invece, è arrivato terzo al Mondiale KZ.
Jordon ha corso con Top Kart, a inizio carriera, ma ha poi legato il suo nome a CRG, con cui ha vinto le sue gare più importanti, e Birel ART. Oggni, invece, il suo Lennox Racing Team è legato al Gruppo OTK e utilizza telai Exprit e motori Vortex.

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PRIMA CURVA

Provenendo dal rettilineo del traguardo, si arriva alla prima curva con una gran velocità: nonostante questo, con i vecchi pneumatici, più morbidi e con più grip, non si doveva né frenare, né staccare, ma si faceva la curva in piena, a tutto gas, senza grandi difficoltà. Con le gomme di oggi, bisogna staccare parecchio e frenare un po’, anche se è più per un senso di sicurezza che per una necessità stringente: basta appena un leggero appoggio sul freno, insomma. Diciamo che ogni volta che passi per questa curva sei lì che cerchi il punto preciso in cui staccare per poi ridare subito gas, e vuoi che sia una mossa minima per guadagnare tutto il tempo che puoi.

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CURVA 2

Ad ogni modo, la prima curva si percorre in sesta e, quindi, si arriva alla curva 2 con una buona velocità, non per caso capita spesso di entrare lunghi. Qui bisogna scalare tre marce fino alla terza: io cerco sempre di frenare in modo molto “rilassato”, per evitare di fare errori o allargare troppo. Si attraversa la pista, sempre in terza marcia, cercando di tenersi vicino a entrambi i punti di corda, dato che è una curva leggermente quadrata, e sterzando il meno possibile in uscita. Il mio consiglio è di tenere una linea più fluida possibile e intanto salire di due marce fino a ingranare la quinta per impostare la curva successiva, strettissima, sulla destra.

3

CURVE 4 E 5

Nel breve rettilineo si arriva a ingranare la quinta e impostare il curvone di sinistra a metà pista. Questa è una delle mie curve preferite: con gli pneumatici che si usavano qualche anno fa era molto più divertente, anche se era decisamente più faticosa dal punto di vista fisico. Oggi è più semplice: quando si entra nel curvone si scala una marcia e bisogna cercare di tenersi sulla riga bianca per mantenere tutta la velocità. Fino a metà curva si segue una traiettoria stretta, poi ci si inizia ad allargare leggermente per impostare la curva successiva, scalando in terza. Quindi, in percorrenza, io allargo leggermente, poi taglio di nuovo in dentro per impostare la svolta a destra. Qui, cerco di andare più largo possibile, perché la curva è molto stretta, più di come appare sulla mappa. Rimanere larghi consente di poter dare gas prima e liberarsi bene in uscita. Come si esce bisogna salire con le marce. Le modalità dipendono dai rapporti scelti. In genere si sale di marcia molto presto in uscita e, poi, a seconda della situazione, bisognerebbe riuscire a scalare in quinta o, ancora meglio, in quarta, per l’entrata della curva successiva.

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