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Consigli degli Esperti | La gestione delle gomme in pista: i trucchi dell’esperto

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LA GESTIONE DELLE
GOMME IN PISTA:
I TRUCCHI DELL’ESPERTO

Le gomme sono una componente fondamentale del kart, lo sanno tutti i kartisti. Non tutti, però, sanno come sfruttare al meglio il loro potenziale. In aiuto di tutti gli appassionati arriva Stefano Mantese, titolare, con il fratello Paolo, della Vega, storica azienda italiana leader nella produzione di pneumatici per il kart. Grazie alla sua grande esperienza, non c’è persona più adatta per spiegare quali siano le corrette procedure da seguire in pista per gestire nella maniera più corretta le gomme del kart.

1 Le “cose da fare” cominciano già prima di montare le gomme sul kart?

Sì, bisogna innanzitutto controllare con un metro flessibile la circonferenza delle ruote nuove: se la differenza tra le gomme è di 4 / 5 mm non c’è problema. Diversamente bisogna mettere la ruota più grossa sul lato che rimane all’esterno nelle curve rispetto al senso di marcia del tracciato. Questa operazione aiuta a evitare l’effetto di scivolamento verso l’esterno del kart. In sostanza con la ruota con diametro maggiore sul lato d’appoggio, l’inclinazione del kart sarà verso l’interno, fornendo maggiore grip in centro curva. Certo non è una cosa che si senta molto: i piloti meno esperti possono anche evitare questo accorgimento e fare attenzione solo se la differenza tra i diametri delle gomme supera 1 centimetro.

CON PRESSIONI PIÙ BASSE LE PRESTAZIONI DELLE GOMME RIMANGONO COSTANTI

2 Come devo regolare la pressione durante delle prove libere?

La resa massima delle gomme si ottiene con la pressione più bassa possibile. Per esempio, con le Vega ‘Bianche’ si arriva fino a 0,45 bar. L’importante è utilizzare sempre le viti antistallonamento presenti ormai in tutti i cerchi reperibili sul mercato. Con pressioni più basse le prestazioni delle gomme rimangono costanti durante il turno. L’abbassamento della pressione è importante in particolare se durante i turni liberi si devono affrontare diversi giri, perché in questo modo si limita al minimo il consumo degli pneumatici.

3 Se, rientrati ai box, le pressioni a caldo hanno valori differenti tra le gomme, come ci si comporta?

Indicativamente: se tra le due gomme anteriori e le due posteriori si ha una differenza di pressione, bisogna uniformarle, sempre basandosi sui dati consigliati dalla casa. Facciamo un esempio per capire meglio. Se al termine di un turno di prove libere le pressioni sono di 0.78 per le gomme anteriori e 0.82 per le posteriori, non bisogna fare l’errore di abbassare anche queste ultime, a caldo, a 0.78, perché al momento della ripartenza avremmo una pressione troppo bassa e ci ritroveremmo senza grip nei primi giri, fattore importante se dobbiamo disputare una manche. L’importante è mantenersi nella finestra consigliata dalla casa costruttrice: se questa, per esempio, è da 0.80 a 0.84 a caldo, potremo abbassare le pressioni posteriori di 0.02 e alzare sempre di 0.02 le anteriori per rientrare nel range.
Per completezza diciamo che se, all’interno di questo range, si riesce a stare verso il valore più basso, si può sfruttare al massimo la gomma.
I valori consigliati da Vega vanno da 0.78 a 0.82 quindi, per fare un altro esempio, se avessimo delle pressioni a caldo di 0.78 all’anteriore e 0.80 al posteriore, possiamo lasciare tutto invariato, perché comunque siamo all’interno della finestra indicata.

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