LA CORRETTA ALIMENTAZIONE
PER AFFRONTARE UNA GIORNATA
IN PISTA CON IL KART

GLI ERRORI PIÙ COMUNI? MANGIARE TROPPO O TROPPO POCO. E FARLO TROPPO VICINI AL MOMENTO DI METTERSI AL VOLANTE
Riccardo Ceccarelli, classe 1960, fondatore di Formula Medicine, struttura che da quasi 30 anni assiste team e piloti negli sport motoristici

Il paragone non potrebbe essere più immediato: “L’alimentazione è per il pilota quello che la benzina è per il kart: a metterne troppa si finisce per appesantire il mezzo; a metterne poca si rischia di non arrivare alla fine. Ma, soprattutto, bisogna mettere quella giusta, perché “un motore 4T non può andare con la miscela...”. Parola del dottor Riccardo Ceccarelli, fondatore della struttura “Formula Medicine” che, dal 1989 a oggi, ha assistito qualche centinaio di piloti in diverse categorie del motorsport, dal kart alla F1. Un super-esperto, dunque, che ben sa quanto l’alimentazione sia determinante per la performance di un pilota durante una giornata in pista.

1 Diciamolo: l’alimentazione non è in cima ai pensieri dei kartisti... C’è un consiglio generale per chi vuole “tagliar corto”?

Partiamo da una considerazione molto semplice: in realtà non esiste un’alimentazione per i giorni normali e una per i giorni di gara. Per esempio: se ho una sola gara alle quattro di pomeriggio, mangio normalmente, come tutti i giorni. Il problema, allora, diventa quello che mangio tutti i giorni... Un po’ diverso è se devo gestire tempi ristretti e sessioni di pista ravvicinate.

FORMULA MEDICINE

2 Qual è l’alimentazione corretta che un pilota dovrebbe mantenere sempre, anche lontano dalle gare?

Pasta o riso in bianco, conditi con un filo d’olio o con del sugo di pomodoro semplice; carne magra, cotta alla griglia e senza salse; pesce bianco bollito; frutta; verdura... Questi sono tutti alimenti semplici che vanno sempre benissimo.

3 Quando si è in pista, invece, da che parte si comincia?

Possiamo iniziare anche in questo caso da un consiglio generale: mangiare come le scimmie. So che suona strano, ma è proprio così: quando sono nel loro ambiente naturale [come un kartista in pista n.d.r.], le scimmie si nutrono appena avvertono lo stimolo della fame o sentono calare il livello degli zuccheri nel proprio organismo. Prendono quello che trovano a portata di mano, ma non si abbuffano e lasciano lì quello di troppo”. Detto in due parole: mangiare poco e spesso, evitando digiuni troppo lunghi e stando attenti a non mangiare troppo a ridosso del momento in cui bisogna mettersi al volante.

4 I kartisti seguono davvero queste regole?

Sono convinto che se andassi sullo schieramento di partenza con un internista e facessi una gastroscopia a tutti i piloti, la maggioranza avrebbe qualcosa nello stomaco: non va bene. Perché la digestione fa un ‘sequestro di sangue’ al resto dell’organismo, lasciandone meno per il cervello e gli altri organi impegnati nella prestazione al volante.

5 C’è una scansione ideale dei pasti da fare?

Dipende molto dagli impegni in pista. In linea di massima, si dovrebbe fare colazione, merenda a metà mattinata, pranzo, merenda a metà pomeriggio e cena. Importante, come detto, mangiare cose semplici, banali: bisogna imparare due o tre regole di base, farsi un’idea dell'apporto calorico che ogni alimento può dare e dei tempi di digestione, e il resto viene di conseguenza seguendo il buon senso e ascoltando i segnali del proprio fisico.