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Come Fare a | La carburazione con il carburatore a membrana

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LA CARBURAZIONE CON IL CARBURATORE A MEMBRANA

1 INTRO

Nei motori da kart monomarcia sono impiegati solitamente due tipi di carburatori: a membrana o a vaschetta. Anche se hanno lo stesso compito, miscelare l’aria con il carburante, sono completamente diversi nel funzionamento. Qui, analizziamo il carburatore a membrana, che ha il vantaggio di permettere la regolazione della carburazione direttamente in pista.
In sé, si tratta di un’operazione semplice, a patto di seguire con attenzione determinate fasi e di effettuare una serie di controlli prima di procedere con la carburazione vera e propria.

2 CONTROLLI PRELIMINARI

Perché la carburazione sia efficiente, bisogna che tutto il kart sia “a posto”: dal rapporto corona-pignone, adeguato al circuito, alla candela, del grado termico appropriato: solo così si potranno sfruttare appieno le caratteristiche di erogazione del motore.
Va controllato anche che la guarnizione tra carburatore e pacco lamellare sia inserita con il foro per lo sfiato dalla parte corretta; a meno che si utilizzi una guarnizione a doppio foro che consente il montaggio su entrambi i lati.
I raccordi in gomma tra filtro e carburatore devono essere ben fissati dalle fascette metalliche, e va verificato che usura e sbalzi di temperatura non abbiano formato crepe e, quindi, infiltrazioni d’aria.
La miscela dev’essere della percentuale indicata dal costruttore del motore: un diverso rapporto olio/benzina modifica la carburazione e può causare rotture al motore.
Il filtro dell’aria deve essere pulito, per garantire una corretta aspirazione. È buona norma pulire la parte filtrante dopo ogni giornata in pista.

3 LA TEORIA

Nel carburatore a membrana la carburazione si regola tramite due viti a spillo: quella più vicina al motore modifica la carburazione ai bassi regimi, quella più vicina al filtro dell’aria regola gli alti. Le viti intervengono sui condotti del carburante: serrandole si riduce la portata e si ottiene una carburazione più “magra” (meno miscela rispetto all’aria); svitandole si aumenta il flusso e si ha una carburazione più “grassa” (maggior percentuale di miscela).
Di norma la carburazione cambia in base alla temperatura ambiente: più fa freddo, più dev’essere grassa. Con il caldo, invece, meglio una carburazione magra.
Altro fattore importante è la pressione dell’aria: vicino al livello del mare la pressione è maggiore e, quindi, bisogna aumentare la percentuale di carburante rispetto all’aria. Viceversa si agisce ad alta quota, dove l’aria è più rarefatta. Durante la stessa giornata in pista è normale si verifichi un leggero cambio di temperatura e umidità, ad esempio dal mattino al primo pomeriggio, è consigliabile ritoccare la carburazione nelle ore più calde per sfruttare al massimo la performance del motore.

4 LA PRATICA

Solo la pista decreta la corretta carburazione; sul carrellino si può fare un primo riscaldamento del motore, ma anche accelerando al massimo non si trae alcuna indicazione sulla carburazione, perché il motore è privo di carico resistente.
Come base, si regolano le due viti, bassi e alti regimi, secondo le indicazioni del costruttore del carburatore. Quindi, dopo alcuni giri per portare in temperatura il motore, si inizia la carburazione dei bassi affondando il pedale del gas in uscita di curva: se la risposta del motore è un po’ esitante (fatica a salire di giri e crea discreta fumosità dallo scarico), significa che siamo “grassi”: bisogna chiudere leggermente la vite verso più vicina al motore fino a ottenere una progressione lineare del kart in uscita di curva. Se, invece, spingendo sul gas il kart non sale di giri all’istante, ma accelera bruscamente dopo un attimo (effetto interruttore) con un rumore quasi metallico, la carburazione è magra e bisogna aprire la vite per aumentare la portata di miscela.
Raggiunta una buona regolazione dei bassi regimi si passa agli alti. Se a fine rettilineo il motore (con il rapporto corretto) non raggiunge tutti i suoi giri di utilizzo, significa che abbiamo una carburazione grassa; bisogna quindi chiudere la vite più viicina al filtro in modo che il propulsore salga di giri fino al momento della staccata, oppure raggiunga il limitatore.
Per regolarsi, un aiuto può venire dal filtro dell’aria: se tappando in rettilineo uno dei fori di entrata dell’aria il kart accelera, significa che la carburazione è magra; viceversa, se rallenta, è grassa. Per i motori con limitatore, va sottolineato che, al raggiungimento dei giri massimi, l’intervento del limitatore va a ingrassare automaticamente la carburazione, perché la miscela olio/benzina non viene bruciata a causa delle mancate accensioni.

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