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TRUCCHI PER... GUIDARE AL MEGLIO UN KART A MARCE KZ

INTRODUZIONE

La categoria KZ, ovvero quella che utilizza i motori 125 a marce, è ormai considerata la massima espressione del karting. Forse non quella più autentica, visto che il kart nasce a presa diretta e non pochi pensano che sia questa la sua vera essenza, ma sicuramente è il top in termini di prestazioni e di completezza di guida. Non è un caso che i piloti professionisti delle maggiori case corrano i più importanti eventi internazionali con i kart KZ, mentre chi ha “fretta” di passare alle monoposto spesso finisce per trascurare questa categoria in realtà molto propedeutica.
Tra gli amatori, quella a marce non è la motorizzazione più diffusa, ma sicuramente il trend è in crescita, anche grazie a categorie come ROK Shifter X30 Shifter e Super Shifter che hanno reso questo tipo di mezzi più accessibili a un maggior numero di persone. Perché guidare un kart a marce non è come guidare un monomarcia: dalla preparazione fisica alle conoscenze meccaniche, dalle traiettorie al budget, sono tante le caratteristiche peculiari che è bene conoscere per... ottimizzare il divertimento.

1 REIMPARARE A GUIDARE

Kart a marce e kart monomarcia: stessi fondamenti, ma modo di guidare diverso. Con un kart monomarcia le traiettorie sono più tonde e precise, mentre con il KZ le curve vengono affrontate in maniera più spigolosa. I motori OK (così come i TaG), infatti, hanno meno potenza a disposizione e, per questo, devono mantenere velocità elevate a centro curva per non far scendere di giri il motore e rischiare di essere inefficaci in uscita. Con il KZ, invece, la presenza del cambio e di un impianto freno più potente (dotato di freni anteriori) permette di ritardare l’ingresso in curva e anticipare l’uscita, il tutto sfruttando maggiormente i cordoli.

2 LA FRENATA

Una delle differenze fondamentali, specie da quando il regolamento internazionale ha eliminato la possibilità di montare i freni anteriori nei kart OK, deriva dall’impianto frenante. Nei kart monomarcia il compito della frenata è lasciato unicamente al freno posteriore, potente, certo, ma non quanto l’impianto montato sui kart KZ, nel quale i freni anteriori giocano un ruolo decisivo. Inoltre, i kart a marce possono contare anche sul freno motore, che entra in gioco scalando le marce. In più, è presente anche il ripartitore di frenata, che consente di variare la distribuzione della frenata fra i due assi del kart. Guidare un KZ significa, dunque, avere a disposizione una potenza frenante decisamente maggiore, ma significa anche imparare a gestirla (specie il ripartitore) e sfruttarla al meglio.