L’angolo di Ackermann

Lo sterzo del kart è ben più complesso di un semplice sistema per girare le ruote anteriori in percorrenza di curva. Il suo funzionamento sfrutta il sistema di Ackermann: una rivoluzionaria soluzione, inventata e brevettata nel 1817, per ottimizzare l’orientamento degli pneumatici anteriori e, di conseguenza, la percorrenza in curva.

Il punto di partenza per spiegare cosa sia l’angolo di Ackermann è un dato evidente: durante la percorrenza di una curva, la ruota anteriore esterna disegna una traiettoria più ampia (ovvero, una curva più larga), rispetto alla ruota interna (che percorre una curva più stretta).

Si deve considerare, inoltre, che il kart che gira deve avere un centro di rotazione intorno al quale farlo e intorno al quale le stesse ruote anteriori possano girare.

Ciò premesso, risulta evidente che, se le ruote anteriori fossero perfettamente parallele durante la percorrenza di curva, non si creerebbe alcun centro di rotazione, in quanto gli assi delle ruote rimarrebbero paralleli e senza un punto comune di rotazione (quello che si avrebbe dall’intersezione dei due assi delle ruote).

In questo modo, le ruote anteriori slitterebbero, generando frizione tra battistrada e asfalto, usura delle gomme e perdita di prestazioni.
L’angolo di Ackermann serve proprio a compensare la diversa linea percorsa dalle ruote anteriori lungo la traiettoria in curva ed evitare tutto questo.
Come?

Facendo sì che al girare del volante le ruote anteriori sterzino in modo non lineare. Così facendo si crea un punto teorico (“teorico” perché, con lo slittamento comunque presente del kart sulle 4 ruote, il punto in realtà varia) in cui i 2 assi delle ruote anteriori e l’asse dell’assale posteriore si intersecano.

Poiché, tra l’altro, in percorrenza di curva le geometrie dello sterzo del kart, grazie all’angolo di caster, fanno abbassare la ruota anteriore interna e sollevare quella anteriore esterna, con trasferimento di gran parte del carico all’avantreno, il grip all’anteriore viene accentuato e la linea di percorrenza delle ruote risulta ancora più decisivo.

Per far sì che l’angolo di Ackermann sia diverso da zero e, quindi, le ruote anteriori sterzino in maniera non lineare, i fuselli anteriori vengono realizzati con un braccetto orientato verso l’interno del telaio, alle cui estremità si trovano i fori a cui si agganciano i braccetti dello sterzo.

In questo modo, si realizza un sistema in cui la distanza fra gli assi di rotazione dei fuselli è superiore rispetto a quella…